2025: un anno positivo per il credito alle imprese, ma cresce la rischiosità creditizia

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Credito alle imprese
Credito alle imprese

Il 2025 è stato un anno di forte crescita del credito alle imprese, che ha fatto registrare un interessante aumento del 13,7% nei primi 9 mesi rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il tasso di default delle società di capitali, cioè quella percentuale di prestiti che non viene rimborsata entro un certo periodo, c’è stata una fase di stabilità nel primo trimestre, con una crescita del 3,1% nel secondo trimestre e del 3,4% nel terzo trimestre.

Questo dato, come sottolineato da Luca D’Amico, CEO di Crif Ratings, va letto nell’ottica di uno scenario geopolitico piuttosto complesso e instabile. Non a caso la BCE ha deciso di non modificare il livello dei tassi di interesse, mantenendolo stabile, anche a fronte di un’inflazione più contenuta e gestibile rispetto al passato. Da un lato va segnalato quindi un maggior ricorso al credito alle imprese, ma d’altro lato va evidenziata la maggiore rischiosità creditizia delle società di capitali italiane. Tuttavia le previsioni sono cautamente ottimistiche, anche perché si registrano comunque miglioramenti della tenuta dei tassi di crescita delle erogazioni a partire da settembre 2025.

Facendo un’analisi delle tipologie di aziende, emerge che le società di capitali di dimensioni ridotte, con un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, sono quelle che maggiormente hanno fatto ricorso al credito. Sono aziende che, generalmente, hanno la prima fonte di credito nella banca.

Da segnalare anche la crescita degli importi erogati relativamente ai mutui chirografari, altri mutui non ipotecari e prestiti, grazie soprattutto a condizioni vantaggiose di accesso al credito pensate proprio per le imprese. Tra i fattori principali bisogna anche considerare la capacità delle aziende di sostenere il prestito, quindi è fondamentale scegliere le finanziarie per imprese più adeguate. Ed è qui che entrano in gioco player finanziari come youFin, un team di esperti del settore finanziario che forniscono consulenza professionale continua alle aziende per raggiungere i loro obiettivi tramite soluzioni su misura.

Tornando al discorso sugli importi erogati, è interessante notare come ci siano state delle differenze sostanziali tra i vari settori. Un dato significativo è il calo del tessile e dell’abbigliamento pari al 5,5%. Nel settore si registrano criticità soprattutto per le piccole imprese manifatturiere e per i retailer, che faticano a competere con e-commerce, che possono tagliare molte spese, ma anche con nuove tendenze come il fast fashion, che sforna sul mercato capi d’abbigliamento a profusione e a prezzi molto economici, anche se non sempre di qualità.

In forte crescita invece settori come il turismo e il tempo libero nei primi 9 mesi dell’anno scorso. In particolare il turismo aveva già fatto registrare numeri record nel 2024, che sono stati confermati nel 2025, grazie anche ad eventi importanti, a partire dal Giubileo che ha attirato un gran numero di turisti provenienti da ogni parte del mondo.