Il 10 marzo 1946, ottant’anni fa, per la prima volta le donne italiane entrarono nella cabina elettorale

Rifondazione Comunista Vicenza: domenica 8 marzo proiezione del film C'è ancora domani, di Paola Cortellesi, in via Alberto Mario 12, Vicenza, alle ore 18

272
Il 10 marzo 1946, ottant’anni fa, per la prima volta le donne italiane entrarono nella cabina elettorale
Il 10 marzo 1946, ottant’anni fa, per la prima volta le donne italiane entrarono nella cabina elettorale

1946 – 2026: IL NOSTRO DOMANI È OGGI. Il 10 marzo 1946, ottant’anni fa, per la prima volta le donne italiane entrarono nella cabina elettorale.

Quel gesto, semplice e rivoluzionario, non fu soltanto una firma su una scheda. Fu la conquista di un diritto atteso a lungo, frutto di una storia che attraversa l’Italia dall’Unità fino al 1946, e segnò l’inizio di un cammino di autodeterminazione che continua ancora oggi.

Cabina elettorale: il 10 marzo 1946 vi entrarono le donne

L’Italia è stata il penultimo Paese dell’Europa occidentale a riconoscere il diritto di voto alle donne; l’ultimo è stata la Svizzera, nel 1971. Tuttavia, bisognerà attendere il 1975, con la riforma del diritto di famiglia, perché le donne vengano pienamente riconosciute come soggetti di diritto all’interno della società e della famiglia.
Molta strada è stata percorsa da quell’ingresso in cabina elettorale, ma molta resta ancora da fare. Il cammino verso una piena uguaglianza è tutt’altro che concluso, anche alla luce di recenti interventi normativi, come l’emendamento presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno nell’ambito della legge 181/2025 sul femminicidio, che introduce il concetto di “manifestazione del dissenso” nell’atto della violenza: un passaggio che solleva interrogativi profondi sul piano giuridico e culturale.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2026, Rifondazione Comunista – Vicenza celebra questo importante anniversario attraverso il cinema.
Vi invitiamo domenica 8 marzo alla proiezione del film C’è ancora domani, di Paola Cortellesi, in via Alberto Mario 12, Vicenza, alle ore 18.
Sarà un’occasione per riflettere insieme a Francesca Nisticò (Giuristi Democratici Vicenza) e Irene Rui (CollettivA Menapace – Vicenza) su quanto abbiamo conquistato e su quanta strada resta ancora da percorrere.
Perché il domani si costruisce ogni giorno.

#RifondazioneComunistaVicenza
#CollettivAMenapace
#CircoloCulturaleGramsci

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

  • Il diritto di voto, ha sempre avuto un significato emblematico per la donna: parità di genere e possibilità di salvaguardare i propri diritti o, qualora necessario, possibilità di cambiare le cose. Per capire quanta strada le donne abbiano fatto in questo campo basti pensare all’antica Grecia in cui, al pari degli schiavi, non facevano parte della societas. Entrare in società ha significato per le donne doversi guadagnare ogni diritto a suon di battaglie. Da qui la figura della suffragetta che se un tempo indicava una donna impegnata insieme ad altre ad ottenere il diritto di voto, oggi si riferisce più genericamente a una donna impegnata in una battaglia per i propri diritti. Oggi come ieri le donne scendono in piazza per difenderli e per essere rappresentate.