
La Bretella di Vicenza e la Schengen militare si intrecciano nella lettera inviata da Giovanni Rolando e Fiorenzo Donadello, portavoce del Comitato Albera, a Giorgia Meloni e Matteo Salvini: focus sui nuovi fondi europei per infrastrutture dual use e sullo stallo del completamento della tangenziale.
Bretella di Vicenza e Schengen militare, c’è il legame per Rolando
C’è una riflessione politica e territoriale che merita attenzione nella lettera (clicca qui) inviata da Giovanni Battista Rolando e Fiorenzo Donadello, i portavoce del Comitato Albera, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Il documento non si limita a una denuncia, ma prova a collegare due livelli che raramente vengono messi in relazione nel dibattito pubblico locale: la nuova strategia europea della mobilità militare e il mancato completamento della tangenziale vicentina, la cosiddetta Bretella di Vicenza perdente con l’area Schengen militare.
La lettera parte dalla decisione della Commissione europea di moltiplicare per dieci i finanziamenti destinati a nuove infrastrutture adatte ai mezzi pesanti, portando le risorse da 1,7 miliardi a 17,6 miliardi di euro per muovere truppe, equipaggiamenti e materiali più velocemente possibile attraversando gli Stati, in particolare verso Ucraina e Moldavi
Un piano che si inserisce nella nuova cosiddetta area “Schengen militare”, pensata per accelerare i movimenti di truppe, mezzi e merci tra i Paesi membri, in una logica di mobilità dual use, civile e militare.
È qui che Rolando e Donadello introducono il passaggio più delicato.
Vicenza, con la presenza delle due basi statunitensi Caserma Carlo Ederle e Caserma Del Din, potrebbe essere inevitabilmente interessata dagli sviluppi di questa nuova strategia infrastrutturale europea.
Il tema della Bretella di Vicenza e Schengen militare diventa allora più di una semplice coincidenza.
Secondo i due portavoce, l’aumento dei fondi europei per nuove infrastrutture pesanti dovrebbe spingere le istituzioni a chiarire se e in che misura il territorio vicentino sarà coinvolto, soprattutto alla luce della presenza della USAG Italy, snodo strategico per la presenza militare americana nel Nord Italia.
La riflessione si sposta, quindi, su un punto che da anni rappresenta una ferita aperta per il territorio: il blocco del primo stralcio funzionale del Completamento Tangenziale Vicenza, fermo – ricordano Rolando e Donadello – da quasi tre anni.
Qui la lettera assume anche il tono di una forte denuncia politica.
Il riferimento è alla «totale inerzia istituzionale e politica» che avrebbe impedito la ripresa dei lavori di un’opera ritenuta strategica per la salute pubblica, la sicurezza stradale, la tutela dei quartieri e la mobilità sostenibile.
La Bretella di Vicenza e la Schengen militare, in questa lettura, diventano così due facce dello stesso tema: da una parte i grandi flussi infrastrutturali europei legati ai nuovi scenari geopolitici, dall’altra il ritardo locale su un’opera attesa da anni dal sistema produttivo e dalla comunità vicentina.
La richiesta finale ai responsabili istituzionali della Regione del Veneto, del Comune e della Provincia di Vicenza è chiara: informare i cittadini e sbloccare finalmente i lavori.
Più che una semplice lettera, è un tentativo di riportare il dibattito sulle infrastrutture in una dimensione politica ampia, che parte da Vicenza ma guarda ormai al nuovo scenario europeo.







































