Vicenza, dissequestrati i beni dell’imprenditore ed ex parlamentare Massimo Calearo Ciman

236
Massimo Calearo Ciman
Massimo Calearo Ciman

Massimo Calearo Ciman si è sfogato con l’Ansa, oggi, dopo che il Riesame ha disposto il dissequestro dei beni confiscati dalla guardia di finanza all’imprenditore vicentino ex presidente di Confindustria Vicenza ed ex parlamentare, a seguito dell’inchiesta della Procura di Vicenza sulla presunta erogazione illecita di finanziamenti pubblici per oltre 9 milioni di euro alla Calearo Antenne Spa, sua società ora in liquidazione.

Il sequestro eseguito dalle fiamme gialle era stato richiesto dal PM e ordinato dal Gip del tribunale di Vicenza.

“Mi hanno trattato come il mostro di Lochness e una decina di giorni dopo del sequestro dei beni, in 48 ore il tribunale del riesame dissequestra tutto. Io ho le spalle grosse, però ho anche due figli giovani che insieme a me hanno sofferto in maniera bestiale questa cosa qui”, ha detto alla nota agenzia di stampa.

“Nel momento in cui sarò innocente, e il dissequestro di ieri è un primo passo, chi mi darà indietro la mia onorabilità?” ha domandato Calearo. “Per fortuna ho un bravissimo legale che oltretutto è un amico, l’avvocato Marco Antonio Del Bei – ha aggiunto –. Questo è il primo segnale di una posizione, la mia, che è completamente trasparente e priva di ogni attività che possa destare anche solo un sospetto: per quei 7,5 milioni di Invitalia c’è un piano che è un libro, una Bibbia su tutto quello che si doveva fare. Poi qualcuno non l’ha fatto, ma non dipendeva più da me: dipendeva da chi ha poi ha gestito l’azienda dopo di me, dopo che io sono stato estromesso dal Consiglio di amministrazione e da qualsiasi ruolo decisionale. Quelli che sono arrivati dopo di me hanno gestito l’azienda portandola al crac”, ha concluso Massimo Calearo Ciman.