
La pubblico ministero Maria Elena Pinna ha chiesto l’ergastolo con tre mesi di isolamento diurno per Paola Pettinà, la badante di Bolzano Vicentino accusata di due omicidi e di tre tentati omicidi in Provincia di Vicenza.
Secondo le accuse mosse nei suoi confronti nel processo a Vicenza, la donna avrebbe somministrato psicofarmaci ai pensionati che seguiva e all’ex compagno. Oltre alla richiesta di ergastolo per Paola Pettinà, la PM titolare dell’inchiesta ha riqualificato uno dei capi d’imputazione più gravi che da omicidio è passato a lesioni aggravate.
Richiesta di ergastolo per la badante Paola Pettinà: le sue parole
In apertura dell’udienza in Corte d’Assise a Vicenza, l’imputata ha rilasciato spontanee dichiarazioni. “Chiedo scusa se ho provocato dolore e sofferenza, sono consapevole di aver sbagliato e di aver millantato titoli che non avevo, chiedo scusa. Ho dato qualche goccia in più in casi di stanchezza o irrequietezza senza voler fare del male. Avevo bisogno di lavorare ho sbagliato perché non avevo la qualifica per poter somministrare farmaci. Ho sbagliato”.
In aula erano presenti alcune parenti delle vittime. La prossima udienza con le repliche della difesa è prevista il 10 luglio.
Il caso che ha scosso Vicenza e provincia
A Paola Pettinà sono stati contestati omicidi volontari e tentati omicidi, commessi tra il 2023 e il 2024. Tra questi, quello dell’ex compagno e di alcuni anziani dei quali si occupava come badante.
in realtà – è emerso – la donna non aveva titolo per svolgere la professione di operatrice sanitaria.
Si trova in carcere dal dicembre 2024. Nella vicenda sono stati denunciati e sospesi due farmacisti, accusati di averle passato sotto banco ingenti quantità di farmaci, senza ricetta. Uno dei due ha chiesto il patteggiamento (un anno e otto mesi), mentre l’altro affronta il processo.

































