Incendio bar-tabaccheria a Ospedaletto, 5 persone arrestate: volevano truffare l’assicurazione

104
Incendio bar-tabaccheria Ospedaletto

Cinque persone sono state arrestate questa mattina a Vicenza per l’incendio di un bar-tabaccheria a Ospedaletto dello marzo 2025.

Come emerso dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza, sono il proprietario e l’intestataria dell’esercizio commerciale stesso, in qualità di mandanti, e 3 soggetti di Reggio Calabria ritenuti esecutori. Lo scopo era truffare l’assicurazione.

Personale della Squadra Mobile della Questura di Vicenza, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, e militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vicenza ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Vicenza.

Contestualmente all’esecuzione delle misure personali si è proceduto a perquisizioni delle abitazioni degli indagati e dei locali dove hanno sede esercizi commerciali fittiziamente intestati a terzi, ma di fatto riconducibili al gestore di fatto del bar-tabaccheria, nelle città di Reggio Calabria e Vicenza.

Gli arrestati sono accusati dei reati di incendio aggravato continuato, violazione di sigilli e fraudolento danneggiamento di beni assicurati.

Incendio bar-tabaccheria a Ospedaletto di Vicenza, le indagini: “Piano per truffare assicurazione”

L’incendio del marzo 2025, esploso all’alba al piano terra di un edificio di via Ghirotto, nel quartiere Ospedaletto, aveva danneggiato i locali dell’esercizio di bar-tabaccheria.

Sul posto erano giunti i vigili del fuoco, per domare le fiamme, e la Polizia per le indagini, dalle quali era subito emersa l’assenza di segni di effrazione delle vie di accesso ai locali interessati dal rogo.

In seguito, a novembre del 2025, i proprietari del bar-tabaccheria interessato dall’incendio avevano presentato denuncia circa una intrusione abusiva all’interno dei locali di Ospedaletto da parte di persone ignote, violando così i sigilli apposti all’immobile in seguito al provvedimento di sequestro probatorio disposto dalla Procura di Vicenza.

Nella notte tra il 27 ed il 28 gennaio 2026, inoltre, l’esercizio commerciale era stato vittima di un nuovo incendio. Un particolare riferito dagli inquirenti: “Entrambi gli episodi avvenivano nella notte tra martedì e mercoledì in coincidenza della serata di chiusura del locale pubblico posto di fronte all’esercizio di tabaccheria”.

Le indagini hanno quindi ricostruito un quadro della vicenda con elementi di chiara natura dolosa degli incendi, riconducendo alla stessa proprietà del bar-tabacchi.

Ovvero, al gestore di fatto, originario di Reggio Calabria, e della nipote, formale intestataria dell’esercizio. I due si sono avvalsi – spiegano gli inquirenti – di esecutori materiali e complici provenienti da Reggio Calabria, per incendiare i locali. In questo modo, oltre a incassare gli indennizzi dall’assicurazione hanno tentato di nascondere le tracce del primo incendio e impedire accertamenti in sede civile e penale.

Analizzando i tabulati e le celle telefoniche gli investigatori hanno delineato le “trasferte” da Reggio Calabria a Vicenza e ritorno dei tre esecutori nei giorni degli incendi e dell’intrusione abusiva, accertando inoltre il collegamento con i mandanti. Dalle indagini è emerso che, in occasione del primo rogo, i tre sono arrivati in città in auto, dopo essere atterrati a Milano con un volo proveniente da Lamezia Terme.

Il “viaggio” per il secondo incendio, a gennaio scorso, è invece avvenuto direttamente in automobile.