Relazione Osservatorio violenza donne Veneto, MovimentiAMOci Vicenza: “Dati vanno integrati”

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MovimentiAMOci Vicenza ritiene insufficiente la relazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne del Veneto.

Il provvedimento, recentemente approvato dal Consiglio regionale, è stato presentato in Aula dal relatore, il Presidente della Quinta commissione consiliare politiche sociosanitarie, Manuela Lanzarin, e dal correlatore, la vicepresidente della commissione Chiara Luisetto (Partito Democratico).

L’Osservatorio Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne del Veneto è presieduto da Roberta Ruggeri ed è composto, inoltre, dalla vicepresidente Barbara Segatto, da Mirko Balbo, Angela Zambelli e Roberta Polese. Il Consiglio regionale, su proposta dell’Ufficio di presidenza, nella seduta dell’11 marzo 2025, ha conferito il titolo di Presidente onorario dell’Osservatorio a Gino Cecchettin.

Relazione dell’Osservatorio Veneto sulla violenza contro le donne: i dubbi di MovimentiAMOci Vicenza

MovimentiAMOci Vicenza, associazione attiva nel territorio vicentino che si occupa della difesa e della tutela dei diritti delle madri e dei minori, si chiede perché la relazione sia manchevole in merito a una serie di dati.

“Dove sono i dati sulle donne che, dopo aver denunciato violenze domestiche, vedono i propri figli allontanati? Dove sono le analisi sui procedimenti civili nei quali le denunce di violenza vengono ignorate o minimizzate? Dove viene monitorato il numero di bambini inseriti in comunità o collocati presso il genitore denunciato nonostante l’esistenza di procedimenti penali o di condanne”?

Questi i questi posti dall’associazione vicentina che aggiune: “L’Osservatorio afferma di voler monitorare l’impatto delle politiche regionali sul fenomeno della violenza di genere e raccogliere dati provenienti dalle istituzioni che intercettano il fenomeno. Allora non possono restare fuori proprio quei procedimenti civili che troppo spesso rappresentano il punto in cui la violenza continua attraverso le istituzioni”.

MovimentiAMOci Vicenza ricorda come, durante le proprie attività, abbia raccolto decine di testimonianze di madri che, dopo aver trovato il coraggio di denunciare maltrattamenti e violenze, hanno visto aprirsi procedimenti nei tribunali per i minorenni o in quelli civili conclusi con limitazioni della responsabilità genitoriale, collocamenti in comunità o drastica riduzione dei rapporti con i figli. “Una realtà – spiegano dall’associazione – già evidenziata anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, che ha documentato le gravi criticità nella gestione delle cause di affidamento quando sono presenti allegazioni di violenza domestica”.

Viene dunque chiesto all’Osservatorio Veneto sulla violenza contro le donne di affrontare anche questo tema e che nelle relazioni vengano inseriti anche i dati ritenuti mancanti oltre a numero dei procedimenti civili nei quali erano presenti denunce di violenza domestica, degli allontanamenti dei minori disposti in tali procedimenti, dei ricorsi alle consulenze tecniche d’ufficio e il loro impatto sulle decisioni, degli esiti successivi nei casi in cui le denunce abbiano trovato conferma sul piano penale e sulla formazione specifica di magistrati, consulenti tecnici, avvocati e servizi sociali sulla violenza domestica e assistita.

“Non basta monitorare i femminicidi consumati – affermano da MovimentiAMOci Vicenza -. Occorre monitorare anche quelle situazioni nelle quali le donne vengono esposte ad una seconda vittimizzazione istituzionale e i minori subiscono decisioni che li allontanano dalla figura di riferimento senza un’adeguata valutazione del rischio”.