Farmaci, Zanché (Simg): “Aggiornamento Nota 99 occasione per Mmg di gestione completa Bpco”

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(Adnkronos) – L’aggiornamento della Nota 99 “pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, semplificando l’accesso alle triplici terapie a unico inalatore per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), rappresenta un’occasione fondamentale per la medicina generale e per le cure primarie e territoriali di prendere in carico in maniera ottimale e completa il paziente affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva”. Lo ha detto Andrea Zanché, responsabile cronicità Simg-Società italiana di medicina generale, sottolineando che “oggi il paziente non ha più il vincolo prescrittivo del piano terapeutico specialistico per avere accesso a una terapia inalatoria triplice in un unico dispositivo: anche il suo medico di medicina generale può prescrivere direttamente questo farmaco. Ma l’elemento più importante di questa nota – precisa – è l’allineamento alle più recenti evidenze scientifiche che derivano dalle linee guida Gold, che ogni anno vengono proposte. Si tratta quindi di una nota più allineata alla letteratura scientifica, più attuale, che semplifica enormemente il processo burocratico e permette, ci auguriamo, una presa in carico ottimale del paziente affetto da questa patologia”. 

Ottimizzare la presa in carico da parte della medicina generale “significa andare a cercare i pazienti, perché sappiamo che nell’ambito di questa patologia esiste un grande sommerso – spiega Zanché – Ne soffrono 3,5 milioni di italiani, ma ci sono molti cittadini che non hanno ancora una diagnosi”. L’auspicio è che “la medicina generale possa essere protagonista anche in questo, attraverso l’esecuzione dell’esame spirometrico all’interno degli ambulatori della medicina generale e nel follow-up, cioè nel seguire questo paziente”. In questo contesto, “un pieno accesso a tutte le categorie di farmaci inalatori disponibili semplifica enormemente la vita non solo del medico di medicina generale, perché diminuisce la burocrazia, ma soprattutto del paziente – rimarca – Molto spesso, infatti, il paziente ha a che fare con lunghe liste d’attesa che ritardavano l’inizio tempestivo di queste terapie, ovviamente nei pazienti per i quali esse si siano dimostrate utili”. 

La diagnosi precoce “è fondamentale in questa patologia – sottolinea Zanché – Tutte le volte che il medico di medicina generale si trova di fronte a un paziente con più di quarant’anni, magari fumatore da molti anni, che presenta una sintomatologia anche non specifica – per esempio la presenza di tosse con espettorato, dispnea o affaticamento respiratorio durante le normali attività della vita quotidiana – deve sospettare questa diagnosi, che va poi confermata attraverso l’esame spirometrico. A quel punto, se si conferma la diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’inizio tempestivo delle terapie è fondamentale perché frena il declino respiratorio dei pazienti. Iniziare precocemente il trattamento – ribadisce – significa gestire al meglio i sintomi ed evitare le riacutizzazioni. La Bpco- conclude l’esperto – è una patologia cronica e, come tale, può andare incontro a recrudescenze e riacutizzazioni. Un trattamento tempestivo permette a questi pazienti di ottenere una migliore gestione dei sintomi e, soprattutto, una migliore qualità della vita”. 

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