
Il Veneto si conferma una delle regioni più attive e sensibili d’Italia sul fronte della tutela ambientale e della formazione delle nuove generazioni. Durante l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso, sono stati ben 13.408 gli studenti veneti coinvolti in attività di educazione ambientale dedicate al contrasto dell’inquinamento da plastica.
I referenti di Plastic Free Onlus – l’organizzazione di volontariato attiva dal 2019 su questo fronte – hanno tenuto ben 149 incontri sul territorio regionale, toccando ogni ordine e grado dell’istruzione: dalle scuole dell’infanzia fino alle università.
Il Veneto sul podio nazionale
I numeri registrati in Veneto non sono isolati, ma trainano il bilancio complessivo nazionale dell’associazione, che in Italia ha sensibilizzato 78.682 studenti attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni.
All’interno di questa rete, la nostra regione ha conquistato un primato importante:
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Secondo posto in Italia per numero di studenti che hanno partecipato alle attività di sensibilizzazione.
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Secondo posto in Italia per numero complessivo di incontri ed eventi realizzati negli istituti.
Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla sinergia tra i referenti territoriali di Plastic Free e la collaborazione attiva di dirigenti scolastici, docenti ed educatori. Una macchina organizzativa che non si ferma con le vacanze: le attività di sensibilizzazione proseguiranno infatti anche nei prossimi mesi all’interno dei centri estivi regionali.
Dai quiz ai rifiuti “reali”: come funzionano i laboratori
Gli incontri non seguono una lezione frontale classica, ma vengono modulati in base all’età dei partecipanti attraverso un mix di spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz:
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Per i più piccoli: I temi dell’ecologia vengono presentati con linguaggi semplici e attività prettamente ludiche.
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Per i più grandi: Si approfondiscono temi complessi come il ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, la piaga delle microplastiche, il consumo consapevole e la riduzione dei prodotti usa e getta.
Un forte impatto educativo arriva dall’utilizzo di “materiale didattico” d’eccezione: gli attivisti portano spesso in aula gli oggetti realmente recuperati durante le giornate di pulizia su spiagge, fiumi e parchi urbani. Vedere la persistenza dei rifiuti sul territorio aiuta i ragazzi a toccare con mano i danni concreti agli ecosistemi e alla salute.
Dalla teoria alla cittadinanza attiva con Plastic Free Veneto
L’obiettivo dei laboratori è spingere i giovani a modificare le piccole abitudini quotidiane, come preferire la borraccia alle bottigliette monouso, ridurre gli imballaggi o differenziare correttamente i rifiuti. Spesso, alla teoria in aula seguono vere e proprie passeggiate ecologiche nei dintorni della scuola per ripulire l’area e mettere subito in pratica i concetti di cittadinanza attiva.
“Il risultato raggiunto in Veneto dimostra quanto la scuola sia un luogo fondamentale per costruire consapevolezza ambientale e senso di responsabilità – ha commentato Sara Simionato, referente regionale Veneto di Plastic Free Onlus –. Incontrare 13.408 studenti in un anno scolastico significa parlare a migliaia di famiglie e comunità. Dal mare alla laguna, dai fiumi alle aree urbane, il Veneto ha ecosistemi preziosi da proteggere e i più giovani possono diventare protagonisti di questo cambiamento”.






































