“Non siamo macchine da guerra”: la protesta delle educatrici dei nidi contro il Comune di Vicenza

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Nidi comunali di Vicenza

Il personale educativo e ausiliario dei nidi comunali di Vicenza alza la voce e rende pubblica una dura presa di posizione nei confronti dell’amministrazione comunale. Attraverso una lunga lettera indirizzata al sindaco e alla Rappresentanza sindacale unitaria (RSU), il collettivo denuncia una gestione definita “burocratica” dei servizi per l’infanzia e chiede l’apertura di un confronto diretto con il primo cittadino.

Le lavoratrici sostengono di aver richiesto un incontro urgente con il sindaco, ma spiegano di aver ricevuto come risposta il rinvio all’assessore all’Istruzione, interlocutore con il quale, secondo quanto affermano, da mesi non sarebbe stato possibile instaurare un dialogo efficace.

Nidi comunali Vicenza: le critiche all’organizzazione del nuovo anno scolastico

Tra le principali contestazioni vi è la riorganizzazione dei servizi legata ai cantieri finanziati dal PNRR. Secondo il collettivo, gli accorpamenti dei plessi e la conseguente ricomposizione delle équipe educative richiederebbero tempi adeguati per garantire continuità pedagogica e qualità del servizio.

Le educatrici evidenziano che, secondo il calendario predisposto, dal 1° al 4 settembre il personale dovrebbe contemporaneamente allestire i nuovi spazi, organizzare gli ambienti educativi, consolidare i nuovi gruppi di lavoro e gestire gli open day.

A questo si aggiunge, spiegano, l’incertezza sugli organici e sulla disponibilità degli arredi, con il rischio di ulteriori trasferimenti di materiali tra sedi provvisorie e nuove strutture.

Colloqui con le famiglie e ambientamento dei bambini

Uno dei punti più critici, secondo il personale, riguarda la gestione degli inserimenti dei bambini nei nuovi ambienti.

Nella lettera si sostiene che inizialmente non sarebbero stati previsti tempi dedicati ai colloqui individuali con le famiglie, considerati dalle educatrici un momento fondamentale per costruire il rapporto di fiducia tra nido e genitori.

“Siamo state noi, con la nostra lettera al Sindaco, a dover denunciare questa gravissima mancanza. Loro non hanno calcolato nemmeno un minuto per questi incontri, che non sono una formalità burocratica, da sbrigare in cinque minuti: sono il primo, delicatissimo spazio di ascolto e di alleanza tra nido e famiglia. Come si può pensare di accogliere la vulnerabilità di un genitore e la storia di un bambino correndo contro il tempo? Questa fretta non aiuta nessuno: svilisce il nostro ruolo, disorienta le famiglie e demolisce la qualità del servizio”.

Il collettivo contesta inoltre la decisione di concentrare l’ambientamento in due settimane, ritenendo che la letteratura scientifica suggerisca percorsi più graduali per favorire un inserimento sereno dei bambini nella fascia d’età 0-3 anni.

Formazione, calendario scolastico e disparità con le scuole dell’infanzia

Le lavoratrici sollevano anche dubbi sull’organizzazione della formazione del personale dopo le modifiche apportate dalla Regione Veneto al calendario scolastico con la delibera approvata il 7 luglio.

Secondo il collettivo, resta da chiarire come verranno recuperate le ore di formazione inizialmente previste nei giorni di ponte successivamente eliminati: “come e quando ha intenzione questa Amministrazione di colmare quelle ore di formazione? Quale sarà l’ennesima decisione improvvisata all’ultimo minuto che calerà sulle nostre spalle?”

Tra le richieste figura anche il ripristino della sospensione delle attività durante il Carnevale, già prevista per le scuole dell’infanzia ma non per i nidi comunali. Una differenza che, secondo il personale, contrasterebbe con il principio del sistema educativo integrato 0-6 anni, ma che continua a essere mantenuta dall’Amministrazione che ha respinto la richiesta. “Il nido deve essere trattato al pari di un servizio educativo e non come un puro servizio assistenziale di serie B” continuano le educatrici.

La richiesta del personale dei nidi comunali Vicenza

Nella parte conclusiva del documento il collettivo ribadisce la necessità di un cambio di metodo nei rapporti con l’amministrazione.

Le educatrici e il personale ausiliario chiedono infatti un tavolo di confronto diretto con il sindaco e domandano che ogni futura decisione organizzativa venga condivisa preventivamente con chi opera quotidianamente nei servizi educativi.

“Non siamo le fate turchine. Siamo professioniste: educatrici e personale ausiliario”, scrivono nella lettera, rivendicando il riconoscimento delle competenze maturate sul campo e concludendo con un appello affinché il dialogo e il rispetto professionale tornino al centro della gestione dei nidi comunali cittadini.