Carcere di Vicenza, tra sovraffollamento e carenza di personale: luci e ombre 

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Nei giorni scorsi una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della costituzione ha visitato il carcere di Vicenza nell’ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia.

Dalla visita è emerso un quadro caratterizzato da un istituto con una situazione molto complessa sotto vari punti di vista, con una certa compressione sia a livello di numeri che di provenienze, ci sono 33 differenti nazionalità presenti, e con difficile convivenza dei vari circuiti penali. Ma anche alcuni aspetti positivi.

Carcere di Vicenza, tra sovraffollamento, carenza di personale: luci e ombre

Questi sono i punti chiave emersi nel corso della visita della delegazione al carcere di Vicenza.

Quanto al sovraffollamento e alla carenza di personale la visita ha confermato quelli che sono i dati già a disposizione a livello nazionale attraverso le rilevazioni di Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale. Viene confermato il sovraffollamento e la carenza di personale di custodia, educativo e sanitario.

Le condizioni materiali delle celle e degli spazi comuni, sia nello stabile originario che risale al 1986, che nel nuovo padiglione realizzato 10 anni fa, si presentano poco funzionali alle esigenze e alle attività quotidiane. Lo stato delle celle della sezione visitata è in linea con le richieste europee e gli standard stabiliti. Gli spazi comuni sono presenti anche se migliorabili sul fronte degli arredi. Anche gli spazi esterni risultano spogli e con poca ombreggiatura, in particolare nel periodo estivo.

Nel carcere di Vicenza sono presenti criticità sanitarie: “L’88% della popolazione carceraria è farmaco dipendente. Le persone arrivano con prescrizioni e un’assunzione smodata di farmaci. Un terzo della popolazione carceraria ha problematiche psichiatriche e una parte in situazioni molto gravi”, hanno fatto presente i componenti della delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della costituzione.

Analizzate anche le attività a disposizione dei carcerati: “Tra le attività – ancora la delegazione nel post visita – lavorative e quelle scolastiche, secondo quanto riferito dai funzionari incontrati, sono impiegati 250 detenuti su 350. Sono attive collaborazioni con varie realtà istituzionali (CPI, CPA, Veneto Lavoro) e ETS al fine dello svolgimento delle progettualità inerenti queste aree di rieducazione”.

Sono stati comunque riscontrati anche aspetti positivi, come il servizio svolto da Ulss 8 attraverso il medico e l’equipe multidisciplinare che si trova frequentemente al fine di confrontarsi e prendere decisioni rispetto alla gestione di casi particolari, degli eventi critici e degli eventi con rilevanza disciplinare.

La delegazione ha rilevato come la struttura architettonica influisca sulle attività trattamentali e sulla quotidianità dei detenuti: questi hanno a disposizione solo 8-10 ore di attività fuori dalla cella, concentrate in pochi spazi, il che non garantisce una maggiore accessibilità e fruibilità. La struttura, peraltro, risulta in gran parte datata e richiederebbe una manutenzione più accurata.

“Particolare attenzione – hanno commentato dalla delegazione – va rivolta al monitoraggio degli ‘eventi critici’ come gli scioperi della fame, l’astensione dalla terapia, l’autolesionismo, le aggressioni, i tentati suicidi, i suicidi. Gli eventi critici sono solo la parte emergente, ma la parte sommersa di fragilità è tanta. Ci è sembrato che da parte della Direzione e di tutto il personale ci sia una particolare attenzione a leggere questi eventi e a comprenderne le cause, ma spesso le situazioni sono molto complicate”.

Visita alla Casa Circondariale Del Papa di Vicenza

Alla visita alla Casa Circondariale Del Papa di Vicenza hanno partecipato Isabella Sala, vicesindaca del Comune di Vicenza, monsigonr Giampaolo Marta, Vicario generale Diocesi di Vicenza, Suor Naike Borgo, ufficio stampa Diocesi di Vicenza, Alessandro Savio, vicedirettore Caritas Vicentina, Barbara Balbi, presidente Cnca Veneto, Laura Piva, camera penale vicentina, Marco Grotto, camera penale vicentina, Fausto Taras, camera penale vicentina, Marco Vincenzi, per Tangram coop. soc., Alessandro Dal Lago e Cristiano Pavan di Insieme coop. soc., e Lora Maria Teresa, presidente La Piccionaia.

La delegazione ha incontrato il responsabile dell’area trattamentale Valerio Landro, il comandante della polizia penitenziaria Domenico La Gala e Stefano Tolio, direttore dell’UOC “Tutela della Salute in Carcere” presso l’ULSS 8 Berica.