Armi, ordigni e istruzioni online: arrestato a Rovigo l’uomo finito nel mirino degli investigatori

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È stato arrestato a Rovigo un uomo accusato di aver pubblicato sul web contenuti riguardanti armi e ordigni artigianali, comprese immagini e istruzioni per la loro realizzazione. L’operazione ha portato anche al blocco del profilo social attraverso il quale sarebbero stati diffusi i contenuti.

L’indagine è partita dalla Direzione Centrale Cibernetica verso Rovigo

L’attività investigativa è partita dalla Direzione Centrale Cibernetica di Roma e ha coinvolto la Digos di Rovigo, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia, la Sezione Antiterrorismo della Digos veneziana e la Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Rovigo.

A esprimere apprezzamento per il lavoro degli investigatori è il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha sottolineato la collaborazione tra i diversi organismi dello Stato.

“Complimenti ad un efficacissimo gioco di squadra, partito dalla Direzione Centrale Cibernetica di Roma e passato poi nelle mani della Digos di Rovigo e del Centro Operativo per la sicurezza Cibernetica di Venezia, e alla Sezione Antiterrorismo della Digos veneziana”, ha dichiarato Stefani.

Il presidente della Regione ha ringraziato anche il personale della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Rovigo, evidenziando le difficoltà delle attività investigative online.

“Il web è un mare immenso e spesso pericoloso, ma grazie alla determinazione e sagacia degli organismi dello Stato, questa volta il responsabile è stato individuato e arrestato, con il blocco del profilo social incriminato”, ha aggiunto.

I contenuti pubblicati sotto esame

Secondo quanto riferito dalla Regione, l’attività investigativa ha portato alla scoperta di un sito web sul quale venivano pubblicate foto di armi da taglio e ordigni artigianali, accompagnate anche da istruzioni per la loro costruzione.

Restano invece da chiarire nell’ambito dell’indagine la matrice e le finalità dei contenuti pubblicati.

“A prescindere dalla matrice dei post, che sarà oggetto d’indagine, preoccupa notare come si allarghi la diffusione via web di messaggi che, in un modo o nell’altro, inneggiano o istigano alla violenza”, ha sottolineato Stefani.

Stefani: “Occorre stroncare la circolazione di questi post”

Il presidente del Veneto ha quindi definito positivo l’intervento degli investigatori e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare la diffusione online di contenuti che possono promuovere o istigare alla violenza.

“Bene hanno fatto a Rovigo ad arrestare l’uomo. Siamo di fronte a un fenomeno contro il quale occorre inasprire le iniziative per stroncarlo”, ha concluso Stefani.

“Questi messaggi subdoli di violenza vanno progressivamente fatti sparire dalla circolazione”.