DIG Awards 2026, premiati a Modena documentari, inchieste, reportage e podcast internazionali

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DIG Awards 2026

I DIG Awards 2026 hanno premiato a Modena le migliori opere di giornalismo investigativo, scelte fra oltre trecento candidature internazionali.

I DIG Awards 2026 sono stati assegnati al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, al termine del festival dedicato al giornalismo investigativo. La giuria internazionale presieduta dal regista croato Igor Bezinović ha selezionato i vincitori fra oltre trecento candidature. Il programma e le attività dell’organizzazione sono disponibili sul sito ufficiale di DIG.

Nella categoria Short, riservata alle opere sotto i venti minuti, ha vinto “Investigating the Killings of Children in Gaza”, diretto da Stephanie Hegarty per BBC World Service. L’inchiesta ricostruisce, attraverso fonti aperte, testimoni, esperti e documentazione medica, le uccisioni di bambini avvenute a Gaza.

Il premio Reportage Medium è andato a “Without Consent” di Sophie Bontemps per Arte, dedicato alla campagna di sterilizzazione forzata condotta in Perù fra il 1996 e il 2000 e alle persone che attendono ancora giustizia. Nella categoria Investigative Medium si è imposto “Myanmar Scam Factory” di Mouhssine Ennaimi e Constantin Simon per TRT World, un lavoro sui centri di frode gestiti da organizzazioni criminali nel contesto della guerra civile.

I risultati concludono il DIG Festival 2026 dedicato al giornalismo d’inchiesta internazionale, che dal 23 al 27 settembre ha portato a Modena proiezioni, incontri, formazione e dibattiti sull’informazione.

DIG Awards 2026, i premi per le opere lunghe, i podcast e il progetto d’inchiesta

“Politzek: Voices That Defy the Kremlin” di Manon Loizeau ed Ekaterina Mamontova ha ottenuto il riconoscimento Reportage Long. Il documentario racconta il prezzo dell’attivismo politico nella Russia di Vladimir Putin e le conseguenze della repressione del dissenso.

Per Investigative Long è stato premiato “Addiction Criminals” di Paul Moreira, incentrato sul mercato degli oppioidi e sulle responsabilità di dirigenti dell’industria farmaceutica e trafficanti nella crisi che ha causato centinaia di migliaia di morti negli Stati Uniti.

La categoria Audio e Podcast ha visto il successo di “Boy Wasted” di Dan Ashby e Lucy Taylor. L’inchiesta in tre episodi affronta lo sfruttamento dei lavoratori migranti negli impianti turchi che trattano rifiuti provenienti dal Regno Unito, partendo dalla morte del giovane rifugiato afghano Arifullah Fazli.

Il DIG Pitch “Matteo Scanni”, che assegna fino a quindicimila euro a un progetto ancora in produzione, è stato attribuito a “A Bigger Monster: Inside the Global Trade that Moves PFAS Downstream” di Gianluca Liva, Filippo Tommasoli e Varrun Sukhraj. Il progetto mette in relazione comunità e attivisti ambientali in Italia e in India attorno al commercio globale dei PFAS.

La giuria dei DIG Awards 2026 comprendeva professionisti attivi in testate, organizzazioni e reti internazionali. La premiazione ha chiuso un’edizione che ha confermato l’attenzione del festival per il lavoro indipendente e per le inchieste capaci di attraversare confini, linguaggi e piattaforme.