
Medio Chiampo aderisce al Patto per la resilienza idrica di Utilitalia: sei linee d’azione per prevenzione, investimenti e innovazione.
Medio Chiampo ha sottoscritto il Patto per la resilienza idrica promosso da Utilitalia, la federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. L’accordo punta a rafforzare la capacità del servizio idrico di affrontare siccità, eventi estremi e trasformazioni climatiche, passando dalla gestione delle emergenze a una strategia fondata sulla prevenzione. Il quadro di riferimento è la Water Resilience Strategy europea.
Le sei linee d’azione riguardano gestione industriale, digitalizzazione, aggregazioni tra operatori, integrazione del ciclo dell’acqua, diffusione di una cultura della risorsa e riconoscimento dei gestori come “sentinelle territoriali”. Alle istituzioni e ad ARERA vengono chiesti investimenti, regole uniformi, incentivi all’innovazione e procedure autorizzative più semplici.
L’adesione interessa direttamente Montebello Vicentino e Zermeghedo, comuni serviti dalla società. ViPiù ha recentemente approfondito anche gli investimenti e i risultati ambientali di Medio Chiampo, tra riduzione delle perdite e programmazione delle opere.
Patto per la resilienza idrica, gli impegni sul territorio
Il presidente Tolmino Gobetti considera la firma una scelta per costruire un percorso comune a livello nazionale, nel quale le aziende diventino motore degli investimenti e dell’innovazione applicati ai sistemi idrici, ambientali ed energetici. Il direttore generale Luigi Culpo richiama in particolare la necessità di una gestione industriale solida, di tecnologie water-smart e di strumenti finanziari adeguati.
Il sindaco di Montebello Vicentino Dino Magnabosco sottolinea che le amministrazioni non possono affrontare isolate gli effetti del cambiamento climatico. L’adesione, afferma, deve tradursi in investimenti concreti e in una visione di lungo periodo per proteggere cittadini e ambiente.
Per il sindaco di Zermeghedo Luca Albiero, la tutela dell’acqua richiede collaborazione tra Comuni e gestore. Il Patto per la resilienza idrica individua tra le priorità anche la protezione delle falde, il riuso, le soluzioni basate sulla natura e la semplificazione delle autorizzazioni, così da rendere le infrastrutture locali più efficienti e preparate agli eventi meteorologici estremi.




































