
Per l’ospedale Arzignano-Montecchio il cronoprogramma indicato in Commissione prevede la conclusione dei lavori entro il 2027 e l’attivazione nella primavera 2028.
L’ospedale Arzignano-Montecchio procede secondo i tempi programmati, afferma la consigliera regionale Alessia Bevilacqua dopo l’audizione in Quinta commissione del Consiglio regionale del Veneto. L’emiciclo nord risulta completato, mentre per quello sud la fine dei lavori è prevista entro il prossimo anno.
La dichiarazione arriva nel confronto sulla sanità vicentina e sul nuovo presidio dell’Ovest Vicentino, tema seguito da amministratori e rappresentanti politici del territorio. Bevilacqua riferisce che l’attivazione della struttura è indicata per la primavera del 2028.
All’audizione hanno partecipato l’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa e il direttore generale Giancarlo Ruscitti. Per la consigliera della Lega-Liga Veneta, l’incontro ha consentito di verificare le tappe del cantiere e il ruolo che il nuovo ospedale dovrà assumere nella rete sanitaria provinciale.
Ospedale Arzignano-Montecchio e rete sanitaria territoriale
Bevilacqua definisce l’opera, del valore dichiarato di 135 milioni di euro, strategica per l’intero Ovest Vicentino. Il presidio dovrà collegarsi con l’hub del San Bortolo di Vicenza e con gli altri servizi territoriali, diventando uno dei punti principali della futura organizzazione sanitaria.
La consigliera sottolinea inoltre il peso economico, sociale e imprenditoriale dell’area servita. A suo giudizio, il completamento dell’ospedale Arzignano-Montecchio deve quindi procedere mantenendo un confronto costante tra Regione, Ulss 8 Berica, amministratori locali e comunità interessate.
Il cronoprogramma resta il dato centrale dell’intervento politico: nord già definito, lavori dell’emiciclo sud da terminare entro il 2027 e avvio delle attività nella primavera successiva. Bevilacqua annuncia che continuerà a seguire l’avanzamento del cantiere in Consiglio regionale e a mantenere aperto il dialogo con assessorato e direzione dell’Ulss 8.
La realizzazione del presidio viene così presentata come parte di un disegno più ampio, nel quale ospedale e medicina territoriale dovranno operare in modo integrato per rispondere alle esigenze sanitarie della provincia.

































