Tre morti sul lavoro in pochi giorni in Veneto, un tragico primato nazionale, Rolando: “Inaccettabile morire di lavoro”

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Quasi ogni giorno la comunità veneta è colpita da notizie riguardanti le morti sul lavoro: operai, lavoratori e artigiani vittime di incidenti, cadute, distrazione, mancanza di dispositivi di sicurezza. La tragica fine dei lavoratori include anche coloro che perdono la vita in itinere, nel tragitto casa-lavoro.

Erano 66 i morti totali a fine luglio 2026, con un aumento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025; il Veneto vanta un primato negativo, ovvero una frequenza superiore alla media nazionale (persino a quella della Lombardia). Oggi siamo arrivati a 80 decessi, secondo i dati diffusi dall’eurodeputata AVS Cristina Guarda.

Morti sul lavoro, tragico epilogo di questi giorni

Con le ultime drammatiche notizie, è salito di nuovo il tragico conto dei morti sul lavoro in Veneto da inizio anno.

L’ultima vittima è Daniele Gremes, l’operaio 27enne bassanese travolto nella prima mattina di mercoledì 30 settembre dall’esplosione di una condotta del vapore in una vasca per la produzione di latticini nel caseificio Eurial di Semonzo di Borso del Grappa. Non ce l’ha fatta nemmeno Stefano Ramazzin, 56enne di Colognola ai Colli (Verona), operaio dell’azienda Tobaldini Spa di Altavilla Vicentina precipitato da un’impalcatura da un’altezza di quattro metri lunedì 28 settembre; aveva riportato un grave trauma alla testa ed era morto il giorno successivo all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

E ancora, Andrea Baraldo, 42 enne titolare di una torneria a Santa Maria di Zevio (VR), nel veronese, rimasto schiacciato da un macchinario e ritrovato dal padre poco dopo le 9.30 di lunedì 28 settembre.

Il conto sale se si considerano anche i feriti: lo scorso 2 ottobre un 60enne è stato trasportato in codice rosso al San Bortolo di Vicenza, dopo essere rimasto schiacciato da una pesante lastra di marmo scivolata durante le fasi di movimentazione del materiale lapideo con il carroponte alla Margraft di Chiampo (Vicenza).

“La parola basta non è sufficiente, le istituzioni devono rendersi conto che questa strage sul lavoro è inaccettabile; occorre che politica, imprese, sindacati e forze sociali si mettano insieme per tutelare la vita delle persone al lavoro. Con applicazione rigorosa delle norme di prevenzione e più controlli da parte di Inail, se necessario potenziando il personale ispettivo” commenta Giovanni Rolando, già membro del Consiglio di Fabbrica in nota società vicentina.

Giovanni Rolando
La copertina di VicenzaPiu Viva n. 294 del 2024, con Giovanni Rolando

La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro

Domenica 11 ottobre a Longarone si terrà la Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, luogo di straordinario valore simbolico dove nel 1963 morirono duemila persone, a causa di gravi errori umani, economici e di valutazione geologica. L’evento è organizzato da ANMIL (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), che per l’occasione ha realizzato un video che richiama il dovere di promuovere una cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro e di riaffermare il valore indispensabile della tutela della vita umana.

Eventi commemorativi verranno promossi in tutta Italia dalle 106 sedi provinciali ANMIL. Lo stesso presidente dell’associazione nella sua sezione veneta, Lino Splendore, ha perso due familiari in circostanze analoghe, ed è entrato nell’associazione 46 anni fa.