Convogli militari USA a Vicenza, doppio transito in città: il Comitato Albera rilancia la bretella anche verso la Del Din

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Due convogli militari USA a Vicenza sono stati filmati il 16 settembre lungo il percorso viale del Sole-rotatoria dell’Albera-via Diaz-viale Ferrarin. Il Comitato Albera-La città nuova Vicenza 2030 rilancia il completamento della bretella verso la Del Din, mentre restano le obiezioni ambientali e idrogeologiche all’opera.

La presenza militare statunitense è una componente strutturale della realtà vicentina. Alle due installazioni più note, Camp Ederle e Del Din, si aggiunge a Longare la caserma Matteo Miotto, già Site Pluto, dove ha sede la 207ª Military Intelligence Brigade statunitense. Il sistema di basi USA oltre che di altre installazioni militari a Vicenza e nel territorio circostante comporta inevitabilmente anche movimenti di uomini, mezzi e materiali.

Proprio i convogli militari USA a Vicenza tornano oggi, 16 settembre, all’attenzione per due video trasmessici da Giovanni Rolando, del Comitato Albera-La città nuova Vicenza 2030, realizzati da cittadini in momenti diversi della giornata.

Il primo (in copertina) documenta intorno alle 8 il passaggio di un convoglio proveniente da viale del Sole: i mezzi attraversano la rotatoria dell’Albera, percorrono via Diaz e, arrivati all’incrocio con viale Ferrarin, svoltano a sinistra in direzione della base Del Din. Il convoglio è accompagnato da mezzi delle forze dell’ordine con sirene attivate.

Una scena sostanzialmente analoga, documentata da un secondo video (di seguito), si è ripetuta intorno alle 14 lungo la stessa direttrice.

Convogli militari USA a Vicenza e il collegamento con la Del Din

Il doppio passaggio riporta così in primo piano una questione che riguarda non soltanto la presenza militare, ma la viabilità ordinaria e la qualità della vita dei residenti. Il transito di mezzi militari sulle strade cittadine può infatti sommarsi al traffico quotidiano e produrre rumore anche in fasce orarie nelle quali i cittadini chiedono maggiore tutela.

Rolando e Fiorenzo Donadello collegano direttamente i due episodi alla richiesta di completamento della bretella verso la Del Din.

«Anche da questo doppio transito giornaliero di mezzi militari statunitensi – dicono – se ne deduce la necessità urgente di ultimare la cosiddetta Bretella con il tratto dallo svincolo Nord in strada Pasubio a località Lobia con la piccola derivazione di 370 metri di lunghezza all’ingresso Nord della Del Din».

Il Comitato richiama gli accordi con US Army Military Base SETAF e sollecita il Comune, firmatario del protocollo d’intesa, «ad adoperarsi fattivamente per la ripresa e completamento dei lavori».

La questione ha basi amministrative precise. Nel 2011 fu sottoscritto un protocollo d’intesa per il Parco della Pace e la Tangenziale nord-est, individuati come interventi di mitigazione e compensazione collegati all’ampliamento della base militare. Nel 2013 un successivo protocollo tra Ministero delle Infrastrutture, Anas, Regione Veneto, Provincia, Comune di Vicenza, Comune di Costabissara e Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova individuò come primo stralcio il collegamento tra la SP46 e il previsto ingresso nord-occidentale della Del Din.

La bretella di collegamento tra Del Din e Tangenziale nord è peraltro tornata di stretta attualità il 9 settembre, quando la giunta Possamai ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente nuove osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale.

L’amministrazione non si è espressa semplicemente contro l’infrastruttura: ha chiesto tutele per il Parco della Pace e la biodiversità, attenzione al reticolo idrico, interventi sulla viabilità locale, continuità dei percorsi ciclopedonali e maggiori misure contro l’impatto acustico. Il Comune segnala inoltre il rischio che la nuova strada possa attrarre traffico sulla viabilità esistente, in particolare strada di Lobia.

Sono quindi comprensibili le differenti posizioni dei cittadini. Alcuni ambienti contrari all’opera sostengono che un collegamento diretto con la Del Din finirebbe per agevolare le attività militari; altre obiezioni riguardano le possibili conseguenze ambientali e idrogeologiche dell’intervento.

Sul primo punto, però, i due transiti del 16 settembre mostrano un dato concreto: l’assenza del completamento della Bretella, tra l’altro ad oggi ancora non collaudata con tutti i rischi anche legali connessi, con i circa 370 metri di collegamento diretto con l’ingresso nord della Del Din non impedisce ai mezzi militari di raggiungere la base. Li porta piuttosto a utilizzare la viabilità urbana, passando per viale del Sole, rotatoria dell’Albera, via Diaz e viale Ferrarin.

Quanto alle criticità ambientali e idrogeologiche, esse richiedono certamente verifiche, prescrizioni e opere capaci di prevenire conseguenze sul territorio. Le stesse osservazioni presentate dal Comune chiedono specifiche garanzie sul reticolo idrico, sulla biodiversità, sul rumore e sulla viabilità. La presenza di problemi da risolvere non equivale però, di per sé, a dimostrare l’impossibilità tecnica di realizzare l’infrastruttura.

Il tema dei convogli militari USA a Vicenza pone, dunque, una questione concreta: se il completamento della bretella, accompagnato dalle necessarie garanzie ambientali e idrogeologiche, possa ridurre il passaggio dei mezzi militari sulle strade urbane e i conseguenti disagi per i residenti.

Resta infine un’altra questione. Il completamento della bretella potrebbe essere anche l’occasione per richiamare gli impegni, sia pure formulati allora in termini generali, assunti dalla parte statunitense in occasione della realizzazione della Del Din circa un contributo economico alle infrastrutture necessarie alla città. Impegni dei quali non fu precisata l’entità e che, proprio per questo, non possono oggi essere tradotti in una cifra, ma che allo stato non risultano neppure concretamente e minimamente attuati. Riproporli al tavolo dei rapporti tra Vicenza e la presenza militare USA sarebbe quindi non soltanto legittimo, ma opportuno.

È un tema sul quale interessi strategici, sensibilità ambientali e opinioni sulla presenza militare possono legittimamente divergere. Ma i due convogli transitati il 16 settembre sulle strade di Vicenza, che si aggiungono ai tanti altri già documentati su queste pagine e ineliminabili in assoluto vista la presenza di installazioni militari, riportano anche a una questione molto concreta per chi in quei quartieri vive su traffico, sicurezza e rumore sulle strade cittadine e su quali interventi possano ridurne l’impatto sui residenti.