
La sanità a due velocità resta una delle principali criticità italiane mentre le Regioni chiedono al Governo oltre 18 miliardi aggiuntivi per il triennio 2027-2029, destinati a personale, retribuzioni, emergenza e innovazione.
La richiesta finanziaria è articolata in 6,8 miliardi nel 2027, 5,4 nel 2028 e 5,7 nel 2029. Fra le priorità indicate figurano medici e infermieri, medicina d’urgenza, farmaci e terapie innovative. Il confronto istituzionale passa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Il sindacato Nursing Up sostiene la necessità delle risorse, ma chiede obiettivi nazionali vincolanti affinché gli investimenti si traducano in più personale, servizi territoriali più forti e tempi di attesa sostenibili. Il tema si collega al dibattito sulla continuità dei servizi sanitari nei territori veneti.
Il presidente nazionale Antonio De Palma sottolinea che ventuno Regioni non possono produrre ventuno sistemi sostanzialmente diversi. Le specificità locali, afferma, non devono trasformarsi in differenze nei diritti alla salute o nella capacità di ottenere visite e accertamenti.
Sanità a due velocità, mobilità e rinuncia alle cure
I numeri richiamati dal sindacato mostrano la dimensione degli squilibri. Secondo il report Gimbe, nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto 5,15 miliardi: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano il 95,1 per cento del saldo attivo, mentre sei Regioni raccolgono gran parte di quello passivo.
Non ogni spostamento rappresenta una fuga sanitaria, precisa De Palma, ma flussi così consistenti segnalano capacità differenti di rispondere ai bisogni. A questo si aggiungono i dati Istat: nel 2024 circa 5,8 milioni di persone, pari al 9,9 per cento della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una prestazione necessaria.
Nelle aree interne vivono inoltre 13,3 milioni di cittadini, spesso esposti a maggiori difficoltà di accesso. Per Nursing Up, superare la sanità a due velocità richiede quindi assunzioni, rafforzamento della rete territoriale e criteri nazionali verificabili sull’impiego delle nuove risorse.

































