Climatizzazione nelle scuole, Rifondazione: «Da Valditara fondi pubblici insufficienti»

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fondi per la climatizzazione delle scuole

Il partito calcola poco più di 3.150 euro per istituto e chiede un piano nazionale di efficientamento energetico, collegando il disagio nelle aule alla crisi climatica.

I fondi per la climatizzazione delle scuole annunciati dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sono giudicati insufficienti da Rifondazione Comunista. Salvatore Romeo, responsabile Scuola e Università del partito, e Stefano Vento, responsabile Ambiente, sostengono che la somma disponibile equivalga a circa 3.153 euro per istituto, una cifra che non consentirebbe interventi strutturali negli edifici. Informazioni sui provvedimenti nazionali sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La critica parte dalle condizioni registrate all’avvio delle lezioni, con temperature ancora elevate e aule prive di sistemi adeguati. Secondo i due esponenti, caldo e scarsa ventilazione aumentano la fatica e riducono la concentrazione di studenti, docenti e personale Ata. Per il partito non basta quindi finanziare soluzioni parziali: occorre programmare lavori che migliorino prestazioni energetiche, isolamento e comfort durante tutto l’anno.

Il problema era già emerso nel dibattito nazionale. ViPiù ha riferito dell’allarme degli studenti sulle scuole senza climatizzazione, con nove istituti su dieci indicati come sprovvisti di impianti adeguati. La nuova presa di posizione sposta l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla quantità e alla destinazione delle risorse pubbliche.

Fondi per la climatizzazione delle scuole, la richiesta di un piano energetico

Rifondazione collega il tema alla crisi climatica e accusa il governo di sottovalutare temperature ormai più frequenti e persistenti. Romeo e Vento chiedono un piano di efficientamento energetico per tutti gli istituti, sostenendo che la sicurezza e la qualità degli ambienti scolastici debbano diventare una priorità stabile dell’agenda politica.

Nella nota compare anche una critica alla spesa militare, che secondo il partito dovrebbe lasciare spazio a investimenti nella formazione e negli edifici pubblici. Si tratta di una posizione politica, ma il nodo tecnico resta concreto: i fondi per la climatizzazione delle scuole devono misurarsi con migliaia di immobili diversi per età, dimensione e fabbisogno. Interventi efficaci richiedono diagnosi energetiche, progettazione e risorse pluriennali, evitando che l’acquisto di apparecchi isolati sostituisca una strategia complessiva su involucro, ombreggiamento, ventilazione e consumi.