
L’ospedale di Vicenza è tra i primi centri italiani a utilizzare il nuovo sistema integrato con ablazione a campo pulsato per verificare in tempo reale l’efficacia della procedura.
Il mappaggio cardiaco 3D entra nella pratica della Cardiologia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. La nuova tecnologia ricostruisce dall’interno la camera cardiaca e integra le immagini con il catetere impiegato nell’ablazione a campo elettrico pulsato, consentendo all’équipe di controllare con precisione millimetrica la zona trattata e di verificare subito l’efficacia dell’intervento. Informazioni sui servizi sanitari territoriali sono disponibili sul portale dell’Ulss 8 Berica.
Secondo l’azienda sanitaria, Vicenza è il secondo centro del Veneto e uno dei pochi in Italia a disporre del sistema integrato. L’innovazione riguarda soprattutto il trattamento della fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa: un’alterazione del ritmo che provoca un battito rapido e irregolare e può aumentare il rischio di coaguli, ictus e peggioramento della funzione cardiaca.
Quando i farmaci non bastano, l’ablazione permette di neutralizzare le cellule responsabili delle anomalie elettriche. Alla tradizionale radiofrequenza e alla crioablazione si è affiancata la PFA, Pulsed Field Ablation, basata su brevi impulsi elettrici ad alto voltaggio. La novità completa un percorso di innovazione sanitaria che sul territorio comprende anche le nuove dotazioni del Suem 118 di Vicenza.
Mappaggio cardiaco 3D, controllo in tempo reale durante l’ablazione
Il direttore della Cardiologia, Giovanni Morani, spiega che la PFA era già utilizzata di routine al San Bortolo. L’integrazione con la mappa tridimensionale consente però di visualizzare e ingrandire immediatamente il punto di interesse, vedere dove viene erogata l’energia e controllare il risultato mentre la procedura è ancora in corso. Il sistema elabora le immagini mediante algoritmi avanzati e supporta un’équipe composta da cardiologi, anestesisti e due ingegneri biomedici.
La differenza, sottolinea Morani, è nel rapporto diretto tra ricostruzione tridimensionale e catetere: la maggiore accuratezza dovrebbe tradursi in un incremento dell’efficacia e della sicurezza per il paziente. La tecnologia non sostituisce la valutazione clinica, ma offre agli specialisti uno strumento più preciso per orientare ogni passaggio dell’intervento.
Per il direttore generale dell’Ulss 8 Berica, Peter Assembergs, l’adozione del mappaggio cardiaco 3D colloca il San Bortolo tra i riferimenti nazionali nelle procedure di ablazione. L’azienda vede nell’investimento anche una conferma della capacità attrattiva dell’ospedale, rivolto ai pazienti vicentini ma utilizzato, per alcune prestazioni specialistiche, anche da persone provenienti da altri territori.


































