
Arzignano Valchiampo, Azzurra Sandrigo e Montecchio Maggiore hanno aderito alla campagna nazionale per sostenere bambini e adolescenti lontani dallo sport durante le cure.
Tre società vicentine sono scese in campo con il Nastro d’oro contro i tumori infantili. Arzignano Valchiampo, Azzurra Sandrigo e Montecchio Maggiore hanno partecipato alla campagna “Nastro d’oro in campo”, promossa dal progetto di sensibilizzazione oncologica Atleti al tuo fianco. L’iniziativa richiama il simbolo adottato da Fiagop, la federazione delle associazioni impegnate accanto ai piccoli pazienti oncoematologici e alle loro famiglie.
Dopo un incontro con un medico dedicato alla conoscenza del tema, i giovani sportivi hanno portato sulla mano il nastro dorato durante gare e allenamenti. Nel corso di settembre la campagna ha coinvolto oltre mille ragazze e ragazzi in tutta Italia, trasformando i campi da gioco in uno spazio di vicinanza verso i coetanei costretti a interrompere temporaneamente l’attività sportiva per sottoporsi alle cure.
L’obiettivo indicato dagli organizzatori è duplice: aiutare gli atleti a comprendere le emozioni legate a una diagnosi oncologica in età pediatrica o adolescenziale e rappresentare simbolicamente chi, a causa della malattia, deve restare lontano dalla propria squadra. Il gesto non sostituisce l’assistenza medica, ma vuole ridurre la sensazione di isolamento.
Nastro d’oro contro i tumori infantili, il messaggio dal Vicentino
Le immagini diffuse dal progetto mostrano i giovani delle squadre vicentine con il nastro disegnato sulle mani. Il messaggio è rivolto alle case e agli ospedali: chi affronta una diagnosi deve sapere che la comunità sportiva continua a fare il tifo per la guarigione e per il ritorno sereno all’attività.
Nel Vicentino il rapporto tra sport, ricerca e testimonianza ha già trovato figure capaci di parlare a un pubblico molto ampio, come ricorda l’eredità di Sammy Basso e del suo impegno pubblico. La campagna aggiunge un’azione concreta rivolta ai più giovani.
Il Nastro d’oro contro i tumori infantili mette quindi in relazione società sportive, famiglie e associazioni. Per Arzignano, Sandrigo e Montecchio l’adesione significa usare la visibilità dello sport per sostenere bambini e adolescenti durante il percorso di cura, ricordando che la squadra può restare vicina anche quando non si può entrare in campo.































