Pagamenti in contanti, il Consiglio Veneto approva la proposta di legge statale sulla libertà di scelta

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L’assemblea regionale approva a maggioranza un progetto di legge statale per modificare l’articolo 1277 del Codice civile. Barbisan richiama libertà e privacy.

I pagamenti in contanti sono al centro del progetto di legge statale approvato a maggioranza dal Consiglio regionale del Veneto. La proposta chiede al Parlamento di modificare l’articolo 1277 del Codice civile, riconoscendo il contante come modalità generale di estinzione delle obbligazioni pecuniarie, nel rispetto dei limiti stabiliti dalle norme nazionali ed europee. Atti e attività dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.

Il testo nasce dall’iniziativa dei consiglieri Davide Lovat e Riccardo Szumski di Resistere Veneto e di Alessio Morosin della Liga Veneta Repubblica. Relatore in aula è stato Lovat, mentre il ruolo di correlatore è stato affidato al capogruppo del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan. La decisione si inserisce nel quadro delle iniziative legislative regionali già seguite da ViPiù nell’attività del Consiglio Veneto.

L’obiettivo dichiarato è evitare che la diffusione dei sistemi digitali determini l’esclusione del contante, soprattutto per le persone più vulnerabili o meno abituate agli strumenti elettronici. La proposta non mette in discussione carte e applicazioni, ma intende preservare una possibilità di scelta.

Pagamenti in contanti, Barbisan richiama libertà e privacy

Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega-Liga Veneta, ha accolto con favore il voto. A suo giudizio, la digitalizzazione deve restare un’opportunità e non trasformarsi in un obbligo. Il consigliere sottolinea anche il tema della riservatezza: ogni transazione elettronica lascia tracce che possono contribuire alla profilazione delle abitudini personali e di consumo.

Barbisan sostiene che innovazione e autonomia individuale debbano procedere insieme. La tutela dei pagamenti in contanti, nella sua lettura, non è una contrapposizione alla modernizzazione, ma una garanzia aggiuntiva per chi vuole continuare a utilizzare uno strumento tradizionale entro i limiti di legge.

Ora la proposta regionale dovrà essere valutata a livello nazionale. L’approvazione del Consiglio Veneto rappresenta infatti un’iniziativa verso il Parlamento e non modifica direttamente le regole vigenti: il successivo percorso legislativo determinerà se e come intervenire sul Codice civile.