
La giunta nomina Marina Cenzon, Antonio Di Lorenzo, Loris Liotto, Roberto Plevano, Sonia Residori e Adolfo Trevisan per i prossimi cinque anni.
La nuova Commissione toponomastica di Vicenza è composta da sei esperti scelti dopo un avviso pubblico: Marina Cenzon, Antonio Di Lorenzo, Loris Liotto, Roberto Plevano, Sonia Residori e Adolfo Trevisan. Di Lorenzo, Liotto e Plevano facevano già parte dell’organismo precedente. Atti, regolamenti e informazioni istituzionali sono disponibili sul portale del Comune di Vicenza.
Le candidature arrivate entro il 14 settembre sono state dieci, nove delle quali considerate regolari. L’incarico è gratuito e durerà cinque anni. Il regolamento prevede da quattro a sei componenti con competenze in discipline urbanistiche, architettoniche, archivistiche, artistiche, letterarie, storiche o legate alle tradizioni e alla cultura locale, garantendo per quanto possibile l’equilibrio di genere.
Il lavoro proseguirà il percorso di valorizzazione della memoria cittadina già sviluppato attraverso intitolazioni e iniziative dedicate alle protagoniste della storia. L’assessore Leonardo Nicolai indica tra le priorità le figure femminili, le nuove piste ciclabili e i viali interni al Parco della Pace.
Commissione toponomastica di Vicenza, memoria e divulgazione
L’organismo ha funzioni consultive e accompagna le decisioni sui nomi di strade, piazze, aree verdi e altri spazi pubblici. La scelta di una denominazione richiede ricerca storica, coerenza con il territorio e attenzione a evitare omonimie o riferimenti controversi. La composizione multidisciplinare serve proprio a valutare le proposte da prospettive diverse.
Accanto al lavoro ordinario continueranno gli appuntamenti pubblici sulla storia urbana. Il 13 ottobre alle 18.15, all’Odeo del Teatro Olimpico, Giorgio Ceraso terrà la conferenza gratuita “Vicenza città di teatri”, ripercorrendo gli edifici per lo spettacolo dal Teatro di Berga del primo secolo avanti Cristo fino alle strutture contemporanee.
La Commissione toponomastica di Vicenza avrà quindi un compito che va oltre l’assegnazione dei nomi: contribuire a raccontare la città, rendere riconoscibili persone e vicende dimenticate e collegare i nuovi spazi urbani alla memoria collettiva. I primi dossier riguarderanno le intitolazioni già annunciate dall’amministrazione.

































