
Le consigliere del Partito democratico sono intervenute alla protesta davanti all’ospedale di Portogruaro e chiedono un confronto con le comunità locali.
I punti nascita in Veneto non possono essere riorganizzati soltanto in base a soglie numeriche, senza considerare distanze, collegamenti e caratteristiche dei territori. È la posizione espressa dalle consigliere regionali del Partito democratico Monica Sambo e Chiara Luisetto durante la manifestazione organizzata davanti all’ospedale di Portogruaro contro l’ipotesi di chiusura del reparto. Le attività istituzionali sono pubblicate sul sito del Consiglio regionale del Veneto.
Le due esponenti chiedono alla Giunta di sospendere le decisioni già prospettate e di aprire un confronto con amministratori, operatori sanitari e cittadini. A loro giudizio, la valutazione deve comprendere i tempi necessari per raggiungere un altro ospedale, la disponibilità dei trasporti, la conformazione geografica delle aree interessate e le conseguenze sulle famiglie. ViPiù ha approfondito anche il dibattito sui punti nascita e sull’organizzazione sanitaria veneta.
La mobilitazione di Portogruaro ha riunito rappresentanti locali e utenti preoccupati per la riduzione dei servizi. Sambo e Luisetto sottolineano che la programmazione sanitaria deve garantire sicurezza clinica, ma anche accessibilità e continuità dell’assistenza, soprattutto nei territori periferici o lontani dai centri maggiori.
Punti nascita in Veneto, chiesto un confronto in commissione
Le consigliere domandano inoltre che l’assessore regionale alla Sanità Manuela Gerosa riferisca nella commissione competente. L’obiettivo è conoscere criteri, dati e calendario delle scelte sui reparti, prima che vengano adottate decisioni definitive.
Nel loro intervento viene contestato un metodo definito calato dall’alto. La richiesta è di valutare ogni presidio nel suo contesto, evitando che i criteri generali producano effetti diversi tra aree urbane, zone rurali e territori di confine. Per Portogruaro, il confronto dovrà tenere conto anche dei bacini di utenza e dei collegamenti con gli ospedali alternativi.
La posizione è stata trasmessa sia dall’ufficio stampa del Consiglio regionale sia dal gruppo consiliare del Partito democratico. I due invii riguardano la stessa iniziativa e vengono quindi riuniti in un’unica notizia.


































