Veneto Orientale, altri 200 mila euro nel 2026: Conte rilancia il nodo dell’autonomia

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Fondi per il Veneto Orientale, la consigliera regionale Rosanna Conte
VENEZIA 10-12-2025.PALAZZO FERRO FINI.UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE ROSANNA CONTE

La consigliera della Lega Rosanna Conte rivendica lo stanziamento aggiuntivo previsto per il 2026 e chiede di accelerare la riforma dell’autonomia.

Un’integrazione di 200 mila euro nel bilancio 2026 rafforzerà i fondi per il Veneto Orientale previsti dalla legge regionale 16 del 1993. A darne notizia è la consigliera regionale della Lega Rosanna Conte, che attribuisce il risultato all’iniziativa dell’assessore al Bilancio Marco Zecchinato e lo definisce un primo passo a sostegno di un’area di confine con caratteristiche economiche e territoriali specifiche. Il testo vigente della legge regionale sul Veneto Orientale disciplina gli interventi per lo sviluppo dell’area.

Lo stanziamento è destinato a sostenere la programmazione territoriale nel 2026, ma il comunicato non dettaglia ancora la ripartizione tra singoli progetti. La consigliera collega le risorse alla necessità di mantenere competitivi Comuni che guardano direttamente al Friuli-Venezia Giulia e che, secondo la sua valutazione, subiscono l’attrazione esercitata da una regione a statuto speciale.

Il confronto sulle disponibilità finanziarie delle aree di confine si intreccia così con quello più ampio sull’autonomia differenziata del Veneto. Conte sostiene che maggiori competenze e risorse potrebbero consentire alla Regione di rispondere con strumenti più incisivi alle esigenze locali, dalla mobilità ai servizi, fino allo sviluppo produttivo.

Fondi per il Veneto Orientale, ora servono progetti e criteri

La cifra aggiuntiva ha un valore politico, ma la sua efficacia dipenderà dai criteri di assegnazione e dai tempi di utilizzo. Per misurarne l’impatto sarà necessario conoscere quali interventi verranno finanziati, quali enti potranno presentare proposte e come saranno valutati i risultati. Un contributo frammentato rischierebbe infatti di produrre effetti limitati, mentre una programmazione coordinata potrebbe sostenere infrastrutture, servizi e iniziative economiche condivise tra più Comuni.

La dichiarazione della consigliera mette in relazione due livelli distinti: da una parte un finanziamento regionale già quantificato per il 2026, dall’altra la prospettiva istituzionale dell’autonomia, ancora legata al percorso politico e normativo nazionale. Il passaggio immediato sarà quindi trasformare i 200 mila euro in misure verificabili per il territorio, precisando beneficiari, scadenze e obiettivi. Solo allora sarà possibile capire se lo stanziamento rappresenti un intervento strutturale o un sostegno circoscritto nel tempo.