Orientamento al lavoro, lo sportello di Vicenza si estende a quattordici Comuni dell’Ambito

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sportello di orientamento al lavoro
Bussola da orientamento

Il servizio gratuito, avviato nel capoluogo, sarà presente ogni mese nei quattordici Comuni dell’Ambito territoriale sociale Ven 06.

Lo sportello di orientamento al lavoro del Comune di Vicenza si estende ai quattordici Comuni dell’Ambito territoriale sociale Ven 06. Il servizio, nato nel capoluogo per facilitare l’accesso alle opportunità occupazionali e alla rete dei servizi, sarà proposto con appuntamenti mensili anche negli altri territori. Sul sito del Comune di Vicenza sono disponibili i riferimenti istituzionali e gli aggiornamenti rivolti ai cittadini.

L’estensione punta soprattutto a raggiungere persone fragili, disoccupate o lontane dai normali canali di informazione. L’operatore non sostituisce i Centri per l’impiego, ma offre un primo ascolto, chiarisce i bisogni e accompagna gli utenti verso il servizio più adatto. L’obiettivo è evitare che difficoltà burocratiche, digitali o personali diventino un ostacolo permanente.

Nel primo anno di attività a Vicenza lo sportello ha incontrato 221 persone, svolto 157 colloqui informativi e sostenuto 95 candidature. Sono inoltre 406 gli utenti fragili che hanno chiesto una consultazione o un aiuto nell’orientamento. Il progetto si inserisce nelle politiche locali dedicate all’inclusione, accanto alle opportunità rivolte ai giovani come il servizio civile digitale nel Vicentino.

Sportello di orientamento al lavoro, come funzionerà nei territori

Ogni Comune avrà a disposizione sei ore mensili, organizzate secondo calendari e modalità comunicati localmente. Gli incontri potranno servire a costruire o aggiornare il curriculum, leggere un’offerta, preparare una candidatura e individuare percorsi formativi. Quando emergeranno problemi sociali più complessi, l’operatore potrà attivare il collegamento con assistenti sociali e servizi specialistici.

La scelta di portare lo sportello fuori dal capoluogo risponde alla necessità di ridurre le distanze, non soltanto geografiche. Chi non dispone di un’auto, di competenze digitali o di una rete familiare incontra spesso più difficoltà nel raggiungere uffici e opportunità. Un punto vicino e riconoscibile può quindi diventare l’ingresso a un sistema più ampio.

Il valore dello sportello di orientamento al lavoro sarà misurato non solo dal numero dei colloqui, ma anche dalla continuità dell’accompagnamento e dalla capacità di collegare domande, formazione e imprese. L’estensione ai quattordici Comuni prova a trasformare una sperimentazione cittadina in un servizio territoriale stabile.