Petrolchimico di Marghera, sciopero Berengo al 95%: Fiom contesta il premio da 250 euro

36
Sciopero Berengo, lavoratori riuniti al Petrolchimico di Marghera

La Fiom di Venezia riferisce un’adesione del 95 per cento alla nuova astensione dal lavoro dei dipendenti Berengo e contesta la proposta aziendale sul premio di risultato.

Lo sciopero Berengo ha coinvolto martedì 13 ottobre le maestranze dell’impresa attiva nel Petrolchimico di Marghera. Secondo la Fiom-Cgil, i lavoratori e la rappresentanza sindacale unitaria chiedono un riconoscimento da 700 euro, mentre l’azienda avrebbe proposto 250 euro sotto forma di welfare.

La vertenza si inserisce nel confronto veneto sui salari e sulla distribuzione dei risultati d’impresa, già emerso nella mobilitazione dei lavoratori Electrolux dal Veneto. Nel caso Berengo, il sindacato sostiene che i dati dell’ultimo bilancio non giustifichino la distanza fra la richiesta dei dipendenti e la posizione aziendale.

La Fiom richiama un valore aggiunto pari a 7.490.021 euro, un Ebitda di 1.930.684 euro e un utile d’esercizio di 1.068.617 euro. Rapportando quest’ultimo dato al numero dei dipendenti, il sindacato calcola un utile pro capite di 10.375 euro. Nel comunicato viene citata anche una liquidità di circa 2,85 milioni di euro e una relazione di bilancio che descriverebbe la struttura aziendale come solida e capace di assorbire perdite legate ad alcuni appalti.

Sciopero Berengo, Fiom annuncia nuove iniziative senza un accordo

La contestazione riguarda soprattutto il premio di risultato. Nei precedenti incontri presso Confindustria Veneto Est, riferisce la Fiom, la proprietà avrebbe motivato la propria posizione con le difficoltà incontrate in alcuni cantieri, la contrazione degli ordini e il fermo dell’officina. Per il sindacato, tuttavia, questi elementi non sarebbero sufficienti a rendere accettabile la proposta economica avanzata ai dipendenti.

La Fiom veneziana collega la vertenza al più ampio impoverimento del lavoro dipendente, aggravato dall’aumento dei costi dell’energia, dei trasporti e delle spese sanitarie. Il punto posto dai rappresentanti dei lavoratori è che, anche nelle aziende con margini positivi, una parte dei risultati dovrebbe essere riconosciuta a chi contribuisce alla produzione.

In assenza di risposte, il sindacato annuncia che la mobilitazione potrebbe estendersi oltre il presidio e il volantinaggio alla portineria del Petrolchimico. Fra i siti indicati figurano Fincantieri e la bioraffineria, dove opera Berengo. La prosecuzione del confronto dipenderà quindi dalla disponibilità delle parti a riaprire la trattativa sul premio e sulle prospettive future.