
Cgil e Fiom Veneto contestano il piano con 1.450 esuberi nazionali e chiedono tutele per il sito di Susegana e l’industria italiana.
La protesta Electrolux Veneto ha portato circa 250 metalmeccanici e metalmeccaniche a Cerreto d’Esi, nelle Marche, insieme ai dipendenti degli altri stabilimenti italiani del gruppo. La mobilitazione nazionale, sostenuta da Cgil e Fiom regionali, chiede il ritiro del piano aziendale e garanzie per occupazione, sicurezza e continuità produttiva.
Il piano, secondo i sindacati, prevede la chiusura del sito marchigiano, 1.450 esuberi a livello nazionale, il mancato rinnovo di 135 contratti a termine e un aumento delle cadenze delle linee fino a 140 pezzi l’ora. Per lo stabilimento veneto di Susegana vengono indicati 240 esuberi tra 745 operai e 180 tra 360 impiegati.
La manifestazione segue il confronto già aperto sulla vertenza Electrolux e sul piano industriale. Le posizioni e le iniziative dell’organizzazione regionale sono disponibili anche attraverso la Cgil Veneto.
Protesta Electrolux Veneto, al centro il futuro di Susegana
Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil Veneto, collega la vertenza a un quadro più ampio di crisi e ristrutturazioni che interessa manifattura, automotive, metalmeccanica, componentistica, siderurgia, moda e occhialeria. La richiesta è quella di politiche industriali capaci di accompagnare le transizioni ecologica e digitale senza scaricarne il costo sui lavoratori.
Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom Veneto, definisce la proposta dell’azienda un piano privo di una prospettiva industriale e chiede al Governo un intervento rapido. Le organizzazioni sindacali contestano in particolare la riduzione degli organici, l’aumento dei ritmi e il superamento degli accordi esistenti sull’organizzazione del lavoro.
La rappresentanza sindacale di Susegana sottolinea il carattere unitario della mobilitazione e rivendica il diritto a lavorare in salute e sicurezza, senza la minaccia di licenziamenti, cassa integrazione o delocalizzazioni. Cgil e Fiom chiedono inoltre la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con le Regioni coinvolte.
La protesta Electrolux Veneto pone così al centro non soltanto gli effetti immediati del ridimensionamento, ma la tenuta di competenze e capacità produttive costruite nel tempo. La mobilitazione proseguirà con l’obiettivo dichiarato di ottenere il ritiro di chiusure ed esuberi.































