
Ancora un episodio di razzismo nei campi da calcio, questa volta subito da un giocatore di colore della squadra B del Junior Monticello, che ha ricevuto pesanti insulti razzisti e gesti definiti dai presenti come “scimmiottamenti”. Il fatto che sta creando ancor più scalpore e che rende l’episodio probabilmente ancor più grave è che l’autore degli insulti non è da rintracciarsi tra il pubblico ma in campo, trattandosi di un calciatore della squadra avversaria, il Lions Alto Chiampo.
La vittima dell’episodio di razzismo è un calciatore 29enne del Monticello
Il fatto è avvenuto domenica scorsa, 11 ottobre, quando nel campo sportivo di Arso, frazione di Chiampo, andava in scena una partita di Terza Categoria tra le formazioni di Monticello Conte Otto e Chiampo. La vittima è stata un calciatore di colore di 29 anni che, secondo quanto emerge, avrebbe subito degli “scimmiottamenti” e delle offese di tipo razzista da parte di Nicola Repele, giocatore di 36 anni della formazione chiampese.
Intorno al 20° minuto il giocatore vittima degli insulti ha avuto l’impulso di abbandonare il campo, nel mentre però, l’arbitro, Antonio Grigolato della sezione di Schio, ha sentito le offese e ha prontamente espulso Rapele. Inoltre una parte del pubblico di casa si sarebbe poi fatto trascinare scatenando poi ulteriori episodi offensivi anche negli spalti, con una tensione sempre crescente.
Ferma condanna dell’accaduto da Comune e Junior Monticello
Nella giornata di oggi si sono fatte sentire le voci della società A.S.D. Junior Monticello e del Comune di Monticello Conte Otto, che hanno diffuso due comunicati stampa che condannano l’episodio di razzismo. “Nulla a che vedere con il tifo nel vero senso della parola, quello che sa essere anche feroce e che prevede anche l’utilizzo talvolta di provocazione e sfottò, e nulla a che vedere con lo svolgimento di una partita in sé, ossia coi valori tecnici e sportivi espressi sul campo” ha spiegato la società sportiva, che ha ricordato come si tratti dell’ennesimo episodio di razzismo a margine di una partita del Campionato di Terza Categoria.

Secondo quanto emerge non si tratterebbe del primo caso di razzismo che vede coinvolta la squadra monticellese come parte lesa, che ha nella propria rosa 6 giocatori di colore e che sono stati mirino in altre occasioni di insulti razzisti, soprattutto da parte dei tifosi. Questa volta però la Junior Monticello ha deciso di non fare finta di niente, “la speranza – spiegano – è che almeno ad alcuni queste parole suscitino una riflessione ed un impulso al miglioramento”.
L’amministrazione Comunale di Monticello Conte Otto ha espresso oggi la propria piena solidarietà e vicinanza al giocatore, cogliendo l’occasione per ricordare il prezioso lavoro della società Junior Monticello: “rappresenta da sempre una realtà di grande valore per il nostro territorio, si distingue per la forte impronta educativa, insegnando ai nostri ragazzi il rispetto dei compagni, delle strutture e, in particolare, degli avversari”. “Il razzismo non ha nulla a che vedere con lo sport” continua l’amministrazione guidata da Gilberta Pezzin, parlando di comportamenti incompatibili con i valori di rispetto, inclusione e lealtà che lo sport deve trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni.
Il Lions Alto Chiampo non avrebbe preso le distanze dall’accaduto

Il vicepresidente della società sportiva di Monticello Conte Otto, Enrico Munegato, ha espresso ai taccuini di ViPiù il proprio dispiacere per il comportamento della società Lions Alto Chiampo. “La cosa antipatica è che è stato negato tutto quanto senza prendere le distanze – spiega Munegato -. Non voglio la gogna ne per la squadra né per il giocatore, ma sono episodi che non devono più succedere”.
“Se l’altra squadra ne prende atto meglio per loro, auspico che sia anche motivo di crescita un episodio del genere, ma i riscontri per ora sono di tutt’altro tipo” conclude il vicepresidente dell’A.S.D. Junior Monticello. Interpellata sull’accaduto, la società Lions Alto Chiampo non ha al momento voluto replicare, nel caso in cui lo facesse nelle prossime ore ne daremo conto.
L’attesa è intanto per domani quando il giudice sportivo assegnerà la sentenza e verranno rese note le giornate di squalifica che verranno impartite al giocatore autore delle offese. Al di là del numero di partite che Romele sarà costretto a saltare questa storia racconta per l’ennesima volta di un problema che nel 2026 accomuna ancora i campi di tutta Italia, dalla Serie A alla categoria più bassa, la Terza: il razzismo.







































