Razzismo in campo, 10 giornate di squalifica per il calciatore che ha insultato l’avversario del Monticello, ammenda anche alla società

10 giornate di squalifica per Nicola Repele, calciatore del Lions Alto Chiampo, che domenica ha apostrofato con un'espressione razzista un avversario del Junior Monticello, assegnata anche un'inibizione per un dirigente e un'ammenda alla società.

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L'episodio di razzismo è avvenuto durante la partita tra Lions Alto Chiampo e la squadra B del Junior Monticello (Immagine di repertorio).

Il verdetto è arrivato e si commenta da solo. Il caso è quello riguardante gli episodi di razzismo avvenuti in campo domenica scorsa durante la gara di Terza Categoria tra Lions Alto Chiampo e Junior Monticello. Il Giudice Sportivo ha impartito 10 giornate di squalifica a Nicola Repele, calciatore 36enne del Chiampo, che ha apostrofato con un’espressione razzista un avversario di colore del Monticello.

Nel pomeriggio di oggi il comunicato diffuso dalla delegazione vicentina del Giudice Sportivo parla chiaro e definisce la condotta del calciatore “un comportamento discriminatorio per ragioni di razza o origine etnica”. Dalle decisioni del giudice sportivo emerge che il calciatore che intorno al 20° minuto è stato vittima degli insulti razzisti è il 29enne Sare Inoussa.

Impartita anche un’ammenda di 150 euro e l’inibizione di un dirigente

Il pesante verdetto riporta anche che, al termine della gara, alcuni sostenitori della società chiampese hanno indirizzato ai calciatori della società Junior urla di scherno di tenore razzista e che numerosi sostenitori della medesima società hanno assunto atteggiamenti intimidatori e minacciosi nei confronti dell’allenatore del Monticello, avvicinandosi alla recinzione fino a trovarsi faccia a faccia con lui. Per questo motivo la società di Chiampo ha ricevuto un’ammenda di 150 euro per il “comportamento offensivo, minaccioso ed intimidatorio dei propri sostenitori nei confronti dell’allenatore della società avversaria”.

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La squadra Lions Alto Chiampo.

A tutto ciò si aggiunge l’inibizione impartita al dirigente responsabile della società Lions Alto Chiampo, Nicola Belluzzo, per essersi alzato dalla panchina ed aver rivolto espressioni offensive nei confronti dell’ufficiale di gara, il sig. Antonio Grigolato, oltre ad aver fatto ampi gesti con le mani, la pena impartita di 2 mesi è stata ridotta a 1.

Junior Monticello: “nessuna soddisfazione, siamo tutti sconfitti da questa vicenda”

Nella giornata di ieri era arrivata anche la solidarietà del Comune di Monticello Conte Otto, oltre alla vicinanza della società espressa al proprio giocatore vittima dell’episodio di razzismo in campo. Il vicepresidente della società sportiva di Monticello Conte Otto, Enrico Munegato, aveva espresso non più tardi di ieri sera ai taccuini di ViPiù il proprio dispiacere per il comportamento della società Lions Alto Chiampo, che ancora ad oggi non ha preso le distanze dall’accaduto, anzi secondo quanto emerge ha negato tutto.

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Il vicepresidente dell’A.S.D. Junior Monticello Enrico Munegato.

“La decisione del Giudice Sportivo parla da sola” commenta a caldo il vicepresidente del Junior Monticello sempre ai taccuini di ViPiù, che non vuole parlare di vittoria. “Siamo tutti un po’ sconfitti in questa vicenda, chi per averla subita chi per non aver riconosciuto l’errore – continua Munegato -. Non abbiamo soddisfazione, si tratta di un riconoscimento di giustizia, di cui peraltro non avevamo dubbi”.

Chiampo respinge le accuse di razzismo in campo e annuncia: “ci tuteleremo in tutte le sedi”

Come confermato da Munegato, la società Lions Alto Chiampo nelle ultime ore non ha preso le distanze dal gesto del giocatore, al contrario ha preso “fermamente le distanze dal comunicato pubblicato dalla società A.S.D. Junior Monticello, respingendo categoricamente le gravi insinuazioni di razzismo emerse”.

“Il razzismo è una questione troppo seria per essere strumentalizzata e trasformata in un mezzo per alimentare polemiche sportive – continua la nota della società chiampese -. Quanto accaduto durante la gara è oggetto di una ricostruzione che contestiamo fermamente”. “Riteniamo inaccettabile qualsiasi tentativo di strumentalizzare un tema delicato come il razzismo per gettare discredito sulla nostra società, tanto più a seguito di una sconfitta sportiva” conclude il Lions Alto Chiampo, riservandosi di tutelare l’immagine e l’onorabilità della squadra in tutte le sedi competenti.

Il Giudice Sportivo intanto ha emesso un verdetto inequivocabile e che non sembra lasciare margine a dubbi, rimane da capire se la società chiampese deciderà di impugnare o meno le decisioni del Giudice Sportivo.