Hydro Feltre, Fiom: “Salvati 36 posti, la vertenza non è chiusa per i lavoratori”

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Vertenza Hydro Feltre e lavoratori dello stabilimento

Il sindacato contesta la rappresentazione della chiusura come inevitabile e chiede ricollocazioni rapide per chi resta escluso dalla continuità produttiva.

La vertenza Hydro Feltre non è chiusa, sostiene la Fiom Cgil del Veneto insieme alla rappresentanza sindacale aziendale. Dopo un anno di presidi e scioperi, la mobilitazione avrebbe garantito la continuità parziale delle attività e la salvaguardia di 36 posti. Le informazioni sindacali regionali sono raccolte dalla Fiom Cgil.

Il comunicato respinge le formule che descrivono la fine della storia industriale della Metallurgica Feltrina. Per il sindacato, una narrazione di questo tipo cancella la resistenza dei dipendenti e la responsabilità della multinazionale nelle scelte sul sito.

La vicenda si inserisce nel quadro delle crisi industriali e del lavoro in Veneto. La Fiom denuncia l’assenza di strumenti normativi capaci di fermare le chiusure decise da gruppi internazionali.

Vertenza Hydro Feltre, continuità e ricollocazioni

Il tavolo ottenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riconosciuto il carattere strategico dell’alluminio, ma secondo il sindacato non ha prodotto una risposta strutturale. La Fiom torna a porre anche il tema dell’intervento pubblico nei settori considerati essenziali.

Per i dipendenti che non rientreranno nella continuità parziale, l’organizzazione afferma di non accettare licenziamenti coatti. Le eventuali uscite dovranno avvenire con non opposizione individuale e incentivi economici ritenuti adeguati.

Il sindacato chiama in causa inoltre aziende del territorio e Confindustria, chiedendo una ricollocazione rapida dei lavoratori esclusi. L’obiettivo è trasformare la responsabilità sociale dichiarata dalle imprese in opportunità occupazionali concrete.

La vertenza Hydro Feltre resta così aperta su due fronti: mantenere la parte di produzione salvata e costruire una soluzione per tutte le persone coinvolte. La Fiom rivendica i 36 posti come risultato della lotta e chiede che istituzioni e sistema produttivo non considerino conclusa la vicenda.