
L’assessore veneto all’Istruzione difende il diritto al dissenso, richiama il confine con la violenza e illustra gli investimenti regionali per studenti e diritto allo studio.
Sulle proteste studentesche in Veneto interviene l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Valeria Mantovan, che riconosce il diritto di manifestare ma condanna violenze e strumentalizzazioni. Secondo l’esponente della Giunta, le difficoltà legate al costo degli studi, degli alloggi e dei trasporti sono reali e richiedono risposte concrete, senza però giustificare comportamenti aggressivi. La posizione è stata diffusa dalla Regione del Veneto dopo le mobilitazioni del 16 ottobre.
Mantovan richiama alcune chat attribuite agli ambienti delle proteste nelle quali, secondo quanto riferito, sarebbero comparsi messaggi inneggianti alla violenza o ad assalti ai negozi. L’assessore sostiene che simili condotte non rappresentino gli studenti e finiscano per delegittimare le loro rivendicazioni. Il suo intervento entra nel confronto già aperto dalle manifestazioni in Veneto su scuola, trasporti e futuro.
Proteste studentesche in Veneto, i numeri sul diritto allo studio
L’assessore indica tra le iniziative in corso il lavoro per un sistema di biglietto unico regionale, pensato per semplificare gli spostamenti tra territori, scuole e università. Sul fronte delle borse di studio, la Regione afferma che per l’anno accademico 2026-2027 sarà garantita la copertura di tutti gli aventi diritto, con uno stanziamento complessivo di circa 100 milioni di euro ottenuto attraverso risorse regionali, statali, europee e universitarie.
Un secondo capitolo riguarda gli alloggi. Gli ESU veneti gestiscono attualmente 3.855 posti letto: 2.102 a Padova, 853 a Venezia e 900 a Verona. Altri 985 sono programmati, con l’obiettivo di raggiungere 4.840 posti complessivi. Gli interventi annunciati comprendono 257 nuovi posti a Padova entro il 2028 e 728 a Venezia entro il 2029, oltre alla valutazione di un immobile dell’Ulss 3 Serenissima da destinare alla residenzialità studentesca.
Mantovan ricorda inoltre che la Regione assegna almeno 10 milioni di euro l’anno al funzionamento degli ESU. Conclude chiedendo che le proteste restino autonome e non diventino terreno di condizionamento politico. L’ascolto delle ragioni degli studenti, osserva, deve procedere insieme alla responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche e al rifiuto di ogni forma di violenza.

































