
Il Comune riunisce istituzioni, tecnici e rappresentanti agricoli: esclusi pericoli sanitari, ma crescono i danni ai prati da sfalcio e i costi per le aziende.
L’emergenza bruchi nottuidi nella pianura del Brenta preoccupa il comparto agricolo e mette sotto pressione i prati permanenti. Il Comune di Bressanvido ha convocato un confronto istituzionale con enti sanitari, organizzazioni agricole e soggetti tecnici per valutare l’estensione dei danni e individuare interventi compatibili con la tutela ambientale. L’iniziativa è stata promossa dal sindaco Luca Franzè, che ha richiamato la necessità di sostenere le aziende colpite e proteggere i Prati Storici del Brenta. Informazioni e attività dell’amministrazione sono disponibili sul sito del Comune di Bressanvido.
Al tavolo hanno partecipato Martino Cerantola, presidente del Consorzio di Bonifica Brenta; Filippo Codato, direttore di Avepa in rappresentanza dell’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond; Stefano Ferrarini, direttore del Servizio di prevenzione dell’Ulss 8 Berica e sindaco di Quinto Vicentino; Pietro Guderzo, presidente di Coldiretti Vicenza, e Stefano Scotton per FemoGas. Il territorio aveva già posto l’attenzione sul rapporto tra agricoltura e risorse naturali durante il Festival dell’agricoltura di Bressanvido dedicato all’acqua.
Emergenza bruchi nottuidi, monitoraggio e sostegni alle aziende
Ferrarini ha chiarito che i bruchi della famiglia dei nottuidi non rappresentano un pericolo per la salute delle persone o degli animali. Si tratta di specie già presenti nel territorio, la cui proliferazione sarebbe stata favorita dalle mutate condizioni climatiche. Il problema riguarda invece l’intensità dell’infestazione e i danni ai prati da sfalcio, con conseguenze sulla ricrescita delle essenze foraggere e sulla disponibilità di fieno per la prossima stagione.
Le indicazioni tecniche emerse escludono, allo stato attuale, sia l’aratura dei terreni sia l’impiego di pesticidi. La soluzione considerata più efficace è la trasemina, che può favorire il recupero dei prati ma comporta nuovi costi per aziende già provate dalla siccità e dall’aumento delle spese di produzione. Avepa ha avviato attività di monitoraggio e analisi per misurare l’estensione del fenomeno e valutarne l’impatto economico.
Il Consorzio di Bonifica Brenta ha assicurato collaborazione, mentre la Regione segue l’evoluzione attraverso l’assessorato all’Agricoltura. Scotton ha fornito un’analisi tecnica delle ipotesi circolate sui social. Il Comune intende mantenere operativo il tavolo per coordinare le risposte e individuare possibili sostegni agli agricoltori.
La tutela assume particolare rilievo perché Bressanvido promuove la candidatura dei Prati Storici della Pianura del Brenta al Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico. Prati permanenti, risorgive e rogge costituiscono un ecosistema legato anche alla filiera lattiero-casearia locale: limitarne il deterioramento significa difendere insieme biodiversità, produzione agricola e identità del territorio.


































