“Era solo una battuta” vince l’hackathon vicentino contro la violenza sulle donne

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Il progetto premiato affronta la normalizzazione del linguaggio sessista. La maratona Hackathon Digital Tech Warriors ha coinvolto squadre multidisciplinari.

“Era solo una battuta” ha vinto il primo hackathon contro la violenza sulle donne organizzato in Veneto nell’ambito di Digital Tech Warriors. La proposta punta a riconoscere e contrastare parole, comportamenti e meccanismi culturali che spesso vengono minimizzati come scherzi, ma contribuiscono a rendere accettabili discriminazioni e abusi.

L’iniziativa è stata promossa da Confartigianato Imprese Vicenza insieme a partner istituzionali e associativi, con l’obiettivo di trasformare competenze digitali, progettuali e comunicative in strumenti utilizzabili nei contesti educativi, professionali e sociali. Il progetto vincitore è stato scelto al termine del lavoro delle squadre e della valutazione della giuria.

Il percorso ha preso forma nella maratona già avviata alla Centrale di Vicenza, dove 71 partecipanti hanno sviluppato soluzioni contro la violenza di genere. Informazioni e attività dell’organizzazione sono raccolte da Confartigianato Vicenza.

Hackathon contro la violenza sulle donne, idee da trasformare in strumenti

La formula dell’hackathon ha riunito profili diversi, chiamati a elaborare in poco tempo proposte concrete. Tecnologia e comunicazione non sono state considerate fini a se stesse, ma leve per prevenire, informare, accompagnare le vittime e coinvolgere imprese, scuole e comunità.

Il titolo “Era solo una battuta” individua uno dei passaggi più difficili della prevenzione: riconoscere la violenza prima che assuma forme manifeste. Il progetto lavora sulla consapevolezza e sulla capacità di interrompere la normalizzazione di frasi e atteggiamenti che svalutano le donne o spostano la responsabilità su chi subisce.

Accanto al riconoscimento principale sono state valutate le proposte per innovazione tecnologica e impatto sociale. La pluralità dei premi riflette la natura del problema, che richiede strumenti digitali ma anche formazione, reti territoriali, linguaggi adeguati e attenzione alle conseguenze concrete sulle persone.

La sfida successiva sarà portare i prototipi oltre la fase competitiva. Perché l’hackathon contro la violenza sulle donne produca effetti duraturi, le idee premiate dovranno essere sviluppate, sperimentate e messe a disposizione dei soggetti che operano ogni giorno nella prevenzione e nel sostegno.