Jacopo Bassano ed Eric Hebborn nello stesso quadro: mostra di un giorno a Palazzo Thiene

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Jacopo Bassano ed Eric Hebborn, cortile neutro di Palazzo Thiene a Vicenza
Palazzo Thiene, la facciata. Foto: https://www.mostreinbasilica.it/it/palazzo-thiene

Domenica 25 ottobre, dalle 10 alle 18, sarà esposta un’unica opera: un frammento del maestro cinquecentesco completato dal celebre falsario.

Jacopo Bassano ed Eric Hebborn si incontrano nello stesso quadro, metà opera antica e metà completamento moderno. Il lavoro sarà esposto domenica 25 ottobre alle Gallerie di Palazzo Thiene a Vicenza, dalle 10 alle 18, con ingresso libero.

L’appuntamento, intitolato “Troppo bello per essere vero”, inaugura una serie di mostre effimere della durata di un solo giorno organizzate dall’Associazione Vicenza Arte Contemporanea. L’opera appartiene alla collezione di Roberta ed Enrico Mitrovich, artisti e collezionisti.

Il programma culturale è presentato da AVAC Vicenza. Palazzo Thiene ospita nello stesso periodo anche la mostra che ha registrato 1.200 visitatori nei primi dieci giorni.

Jacopo Bassano ed Eric Hebborn, un’opera tra vero e falso

Il quadro nasce da un frammento dipinto da Jacopo Bassano e completato da Hebborn come sfida dimostrativa per un documentario della BBC. Il risultato mette accanto due epoche, due autori e due differenti idee di autenticità, creando un oggetto difficile da collocare nelle categorie tradizionali.

Hebborn, scomparso trent’anni fa, fu un disegnatore capace di imitare lo stile dei maestri antichi e di mettere in discussione attribuzioni, mercato e autorità degli studiosi. Visse a lungo in Italia e mantenne un rapporto particolare con Vicenza; i suoi libri furono tradotti anche dall’editore Neri Pozza.

Alle 11 è prevista la presentazione dell’opera con Enrico Mitrovich, Novelio Furin, Giovanni Sala e Serena Giordano. Un quaderno raccoglie contributi di Daniele Monarca e Giovanna Grossato, un testo di Hebborn, un racconto di Giordano e una conversazione con Mitrovich.

L’incontro fra Jacopo Bassano ed Eric Hebborn diventa così uno strumento per discutere talento, mistificazione e valore attribuito agli oggetti artistici. La durata limitata dell’esposizione concentra l’attenzione su un solo quadro e sulle domande che continua a sollevare.