
Il vicepresidente del Consiglio regionale presenta una proposta per riconoscere e sostenere i centri dedicati alla popolazione anziana, con un fondo iniziale da 2,5 milioni.
Una legge regionale per valorizzare i centri sociali per anziani e un fondo da 2,5 milioni di euro per sostenerne attività e strutture. È la proposta annunciata da Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, con l’obiettivo di contrastare solitudine, isolamento e fragilità relazionali.
Il progetto dovrà iniziare il proprio percorso nel Consiglio regionale del Veneto. Rucco, già intervenuto su temi sociali e servizi nel Vicentino, collega l’iniziativa alla necessità di rafforzare i luoghi di incontro nei quartieri e nei comuni, accanto agli altri interventi sul patrimonio e sugli spazi a servizio della comunità.
La proposta considera i centri non soltanto come sedi ricreative, ma come presìdi di partecipazione e prevenzione. Attività culturali, movimento, socialità e orientamento ai servizi possono aiutare le persone anziane a conservare autonomia e relazioni, intercettando prima situazioni che rischiano di diventare più gravi.
Centri sociali per anziani, il fondo regionale
Il finanziamento iniziale indicato da Rucco ammonta a 2,5 milioni di euro. Le risorse dovrebbero contribuire alle spese di funzionamento, alla riqualificazione degli spazi e alla realizzazione di programmi capaci di coinvolgere volontariato, enti locali e realtà del terzo settore.
Il testo dovrà però definire criteri di accesso, requisiti e modalità di riparto. Il numero dei beneficiari e l’equilibrio tra piccoli comuni e centri maggiori saranno elementi essenziali per evitare che la misura si concentri soltanto nelle aree già dotate di strutture organizzate.
Rucco presenta l’iniziativa come risposta a un cambiamento demografico che interessa tutto il Veneto. L’aumento dell’età media rende necessario affiancare ai servizi sanitari e assistenziali politiche di comunità, capaci di agire prima che l’isolamento produca conseguenze sul benessere delle persone.
Un altro nodo riguarda la continuità: un fondo iniziale può avviare progetti e adeguamenti, ma i centri hanno bisogno di programmazione pluriennale, personale preparato e reti stabili con amministrazioni e associazioni.
La proposta sui centri sociali per anziani sarà valutata durante l’iter consiliare. Emendamenti e confronto con i territori chiariranno la dotazione definitiva e le attività finanziabili, trasformando l’indirizzo politico in uno strumento operativo.

































