Ozono nella Pianura Padana, Vicenza arriva a 98 giorni oltre la soglia annuale europea

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Traffico a Vicenza e ozono nella Pianura Padana

Il bilancio estivo di Legambiente colloca il capoluogo berico al vertice del Veneto per giorni di superamento: chiesto un piano nazionale.

L’ozono nella Pianura Padana resta un’emergenza ambientale e sanitaria, con Vicenza che nell’estate 2026 ha registrato 98 giorni oltre il valore obiettivo annuale. Il dato emerge dal bilancio presentato da Legambiente Veneto al Summit Aria e può essere letto nel quadro del monitoraggio sulla qualità dell’aria svolto da Arpav. Il limite europeo consente non più di 25 giorni di superamento all’anno.

Tutti i 35 capoluoghi della Pianura Padana considerati dall’associazione hanno oltrepassato quella soglia. Nel complesso sono stati contati 2.834 giorni di superamento. In Veneto, dopo Vicenza, figurano Padova con 84 giorni, Verona e Rovigo con 77, Venezia con 66, Treviso con 60 e Belluno con 31.

Il nuovo quadro conferma le difficoltà già emerse con le misure antismog previste nel Vicentino. L’ozono troposferico non viene emesso direttamente: si forma nell’atmosfera attraverso reazioni fotochimiche che coinvolgono ossidi di azoto e composti organici volatili, favorite da caldo e radiazione solare. Per questo i picchi estivi richiedono interventi sulle fonti emissive lungo tutto l’anno.

Ozono nella Pianura Padana, le richieste per la mobilità

Legambiente indica il trasporto come uno dei settori decisivi. La rete di ricarica per i veicoli elettrici è cresciuta del 14 per cento, ma il trasporto pubblico locale continua a mostrare ritardi e differenze territoriali. L’associazione chiede investimenti più rapidi nei mezzi collettivi, nelle infrastrutture ciclabili e nell’elettrificazione degli spostamenti.

Tra le richieste figura anche un piano nazionale capace di coordinare le Regioni del bacino padano. Le caratteristiche geografiche e meteorologiche dell’area rendono infatti poco efficaci interventi isolati. Servono, secondo Legambiente, obiettivi condivisi sulle emissioni industriali, sulla mobilità, sul riscaldamento degli edifici e sull’agricoltura.

Il confronto guarda inoltre all’attuazione della direttiva europea 2024/2881, che rende più stringenti gli obiettivi sulla qualità dell’aria. Per Vicenza, il valore di 98 giorni mostra una distanza ancora ampia dalla soglia annuale: il dato non descrive un singolo episodio, ma un’esposizione ripetuta che interessa l’intera stagione calda e richiede politiche strutturali.