Lavoro giovanile, Veneto sul podio ma nelle imprese restano ancora pochi manager

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Assemblea Manageritalia sul lavoro giovanile in Veneto

All’assemblea Manageritalia Veneto a Vicenza occupazione al 80,6% tra i 25 e i 34 anni, ma la produttività nei servizi resta sotto pressione.

Il lavoro giovanile in Veneto presenta indicatori migliori della media nazionale: tra i 25 e i 34 anni il tasso di occupazione raggiunge l’80,6 per cento e quello di disoccupazione si ferma al 4,2. I dati, messi a confronto con il 68,4 e il 9,5 per cento dell’Italia, sono stati illustrati durante l’assemblea di Manageritalia Veneto tenuta a Vicenza.

Il quadro provinciale mostra Padova con un tasso di occupazione giovanile dell’82,9 per cento e Vicenza al 79,6. Per Treviso e Vicenza la disoccupazione nella stessa fascia d’età scende al 3,4 per cento. Numeri solidi, che tuttavia convivono con un problema di produttività e di struttura manageriale delle imprese.

L’indice del valore aggiunto per occupato pone il Veneto a quota 102 sul totale dell’economia, prendendo 100 come media italiana, ma scende a 98 nei servizi di mercato. Vicenza sale a 104 nel dato complessivo e arretra a 93 nei servizi. Il tema della qualità organizzativa si collega al dibattito sulla tenuta dell’occupazione nelle imprese vicentine.

Lavoro giovanile in Veneto, il nodo della managerialità

In regione sono presenti 8.861 manager, pari a 0,6 dirigenti ogni cento lavoratori. La media italiana è di 0,9, mentre in Paesi come Francia e Spagna il rapporto si colloca tra due e tre. Per Manageritalia, la distanza segnala un limite soprattutto per le piccole e medie imprese che devono affrontare innovazione, internazionalizzazione e transizione digitale.

Il presidente regionale Carlo Terrin ha richiamato la necessità di investire nelle competenze, nell’organizzazione e nella capacità di trasformare le opportunità economiche in maggiore valore aggiunto. L’occupazione elevata, in questa lettura, non basta se non è accompagnata da percorsi professionali qualificati e da imprese capaci di crescere.

Il confronto vicentino ha quindi unito due elementi: l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e la capacità del sistema produttivo di utilizzare pienamente le competenze disponibili. L’obiettivo indicato è ridurre la distanza tra buona partecipazione occupazionale e produttività, rafforzando la presenza di figure manageriali anche nelle aziende di dimensioni minori.