Comuni del Veneto orientale verso il Friuli, Manildo e Sambo chiedono servizi e sanità

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Comuni del Veneto orientale verso il Friuli, Palazzo Balbi sede della Regione
Palazzo Balbi (Venice)

I consiglieri regionali del Partito democratico leggono le richieste dei territori di confine come un segnale della debolezza di servizi e infrastrutture.

I Comuni del Veneto orientale verso il Friuli alimentano un nuovo confronto politico regionale. Il capogruppo del Partito democratico Giovanni Manildo e la consigliera Monica Sambo chiedono risposte concrete su sanità, trasporti e servizi alle comunità che valutano il passaggio al Friuli Venezia Giulia.

La presa di posizione riguarda il malcontento dei territori vicini a una Regione a statuto speciale. Manildo e Sambo attribuiscono la spinta alla carenza di sostegni agli enti locali e alla difficoltà di garantire servizi di prossimità. Le attività dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.

Il tema era già emerso nel confronto sulla sanità nel Veneto orientale e sulle richieste dei Comuni di confine. La nuova nota del PD insiste soprattutto sul punto nascita di Portogruaro e sul rischio di un indebolimento dell’assistenza sanitaria locale.

Comuni del Veneto orientale verso il Friuli, la proposta delle zone omogenee

I due consiglieri richiamano anche investimenti nei collegamenti e nelle infrastrutture, considerati necessari per sostenere lo sviluppo economico ed evitare la marginalizzazione. Il giudizio politico attribuisce alla Regione la responsabilità di non avere dato risposte sufficienti negli anni passati.

Manildo e Sambo sostengono la mozione presentata dal centrosinistra nella Città metropolitana per istituire zone omogenee. Lo strumento dovrebbe riconoscere, d’intesa con la Regione, funzioni specifiche ai diversi territori e consentire politiche più aderenti alle necessità locali.

Per i Comuni del Veneto orientale verso il Friuli, il passaggio amministrativo resta una prospettiva che richiede procedure e decisioni autonome. La posizione del PD si concentra sulla risposta politica: rafforzare servizi, rappresentanza e investimenti per ridurre la distanza percepita dalle comunità di confine.