Intersections 2026, artista Troilo: “Mia opera con mano a sei dita è meta-ritratto dell’Ia”

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(Adnkronos) – “L’opera scultorea, un po’ atipica perché sono un pittore e non uno scultore, rappresenta, secondo me, il primo vero ritratto dell’intelligenza artificiale. Sappiamo infatti che questa potrebbe prendere le fattezze di una qualsiasi persona, esistente o inventata. L’unica cosa che forse davvero può caratterizzarla è l’imprinting dato dall’inizio, rappresentato dall’errore delle sei dita. Ho voluto fermare nel tempo un meta-ritratto dell’intelligenza artificiale. Come la polizia individua” i responsabili dei crimini sulla base di alcune particolarità, “come una cicatrice sulla fronte, noi dobbiamo saper individuare l’intelligenza artificiale: non potendole attribuire un volto preciso, la individuiamo con questa mano a sei dita, il famoso bug dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale”. Lo spiega Paolo Troilo, artista che ha creato la mano a 6 dita simbolo di Intersections 2026, il più grande evento in Italia dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano.  

“L’opera nasce da tre dipinti già presentati alla mia mostra a Palazzo Reale a Milano quest’anno. È il frutto di un ingrandimento di una scultura modellata da me, a grandezza naturale, di una mano che è stata scannerizzata e poi resa alta quasi due metri e mezzo. È la scultura di una mano con il pollice in alto, il famoso like – spiega – però con sei dita, perché è un like che può portarci a interrogarci su quanto noi possiamo credere all’Ia, soprattutto quando si parla di campi psicologici, filosofici e più personali”. 

“Se oggi potessi parlare con l’intelligenza artificiale e se questa mi potesse capire veramente, e non elaborare semplicemente una risposta, probabilmente le direi: “Mantieni questo tuo modo di essere diverso” – prosegue -. L’Ia è uno strumento. Io, come artista, non sento nessun tipo di preoccupazione, perché l’intelligenza artificiale non viene condizionata da una giornata, da un litigio, dalla preoccupazione per un figlio, da un evento bello o dallo sbattere un mignolo, che sono di solito le cose che fanno cambiare la giornata a un artista. La presenza fisica l’Ia non la avrà mai, quindi ben venga che venga usata come strumento”. 

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