Perché dopo i 40 anni i capelli diventano più fini e spenti?

35
I capelli non invecchiano tutti nello stesso momento e soprattutto non cambiano allo stesso modo in tutte le persone

A volte il cambiamento è così graduale che ci si accorge solo guardando una fotografia di qualche anno prima. La riga sembra un po’ più larga, la coda meno piena, i capelli hanno meno volume alla radice e, anche appena lavati, non riflettono più la luce come una volta.

Non significa necessariamente che a quarant’anni inizi improvvisamente la “caduta dei capelli”. Quella soglia non è un interruttore. Età, predisposizione genetica, ormoni, stress, alimentazione e anni di trattamenti cosmetici si sommano, e proprio tra i 40 e i 50 anni molti di questi cambiamenti diventano semplicemente più visibili.

C’è inoltre una differenza importante tra avere meno capelli e avere capelli che sembrano più spenti. Il primo fenomeno riguarda soprattutto follicolo, densità e ciclo di crescita; il secondo può dipendere molto dalla fibra, dalla superficie del capello e da come viene trattata ogni giorno.

Indice

  1. Perché i capelli cambiano dopo i 40 anni
  2. Diradamento e caduta non sono la stessa cosa
  3. Perché la chioma sembra più vuota
  4. Perché i capelli diventano più spenti e secchi
  5. Cosa cambia nelle donne intorno alla menopausa
  6. Cosa cambia negli uomini
  7. Cosa può fare davvero una routine cosmetica
  8. Quando vale la pena parlarne con un dermatologo
  9. Domande frequenti sui capelli dopo i 40 anni

Perché i capelli cambiano dopo i 40 anni

I capelli non invecchiano tutti nello stesso momento e soprattutto non cambiano allo stesso modo in tutte le persone.

Con il passare degli anni la crescita può rallentare e alcuni follicoli possono produrre capelli progressivamente più sottili. L’American Academy of Dermatology spiega che con l’età molte persone osservano una certa perdita di densità proprio perché la crescita rallenta e alcuni follicoli smettono di produrre capelli; la predisposizione ereditaria può inoltre provocare un progressivo restringimento del follicolo. È uno dei motivi per cui l’età e la componente genetica vengono considerate tra le cause comuni del diradamento.

Questo però non significa che ogni capello più sottile dopo i 40 anni sia il segnale di una patologia. Bisogna osservare come avviene il cambiamento. Un conto è avere da anni capelli naturalmente fini; un altro è notare che la coda ha perso molto spessore, che la cute si vede più facilmente oppure che la riga centrale continua ad allargarsi. Sono soprattutto le variazioni rispetto alla propria situazione abituale a essere interessanti.

Diradamento e caduta non sono la stessa cosa

Si tende a pensare che chi ha meno capelli debba necessariamente trovarne quantità enormi nella doccia.Non sempre funziona così.

Si può attraversare un periodo di caduta evidente e temporanea, per esempio dopo un forte stress fisico, una malattia, una dieta molto restrittiva o un’altra situazione che altera il normale ciclo del capello. In quel caso la quantità di capelli che resta nella spazzola può aumentare molto.Il diradamento progressivo è diverso. Può procedere lentamente, senza riempire ogni mattina il lavandino di capelli.

Il follicolo può produrre progressivamente un capello più sottile e corto. La persona non ha quindi necessariamente la sensazione di “perdere ciocche”, ma dopo qualche anno vede una chioma meno piena. È anche per questo che contare i capelli caduti ogni giorno serve relativamente poco. Può essere più utile confrontare fotografie scattate nella stessa zona della testa, con luce e pettinatura simili.

Perché la chioma sembra più vuota

La densità visiva dipende da più cose contemporaneamente. Conta il numero di capelli, naturalmente, ma conta anche il loro diametro. Cento capelli grossi coprono visivamente più superficie di cento capelli molto fini.

Con l’età e in alcune forme di diradamento, una parte dei capelli può diventare progressivamente più sottile. La differenza si nota soprattutto sulla sommità della testa e lungo la riga. Anche il colore conta. Quando aumentano i capelli bianchi, il contrasto tra cute e chioma può cambiare e far sembrare alcune zone più rade.

Poi esistono fattori molto più semplici. Un capello lungo e pesante si appiattisce maggiormente alla radice. Prodotti troppo ricchi su capelli fini possono togliere volume. Sebo, residui di styling e balsami applicati troppo vicino al cuoio capelluto possono accentuare ulteriormente quella sensazione di chioma “svuotata”.

Per questo prima di parlare di caduta conviene distinguere tra perdita reale di densità e perdita di volume cosmetico.

Perché i capelli diventano più spenti e secchi

Il capello lucido non è necessariamente un capello che cresce più velocemente o che cade meno. La luminosità dipende molto dalla superficie della fibra. Quando le cuticole sono abbastanza regolari, la luce viene riflessa in modo più uniforme. Se invece la superficie diventa ruvida, porosa o danneggiata, la luce si disperde e il capello appare opaco.

Dopo anni di tinte, schiariture, piastre, ferri e asciugature molto calde, le lunghezze possono quindi sembrare più vecchie della radice che sta crescendo. Anche i capelli bianchi modificano l’impressione generale della chioma. Perdendo pigmento possono avere una consistenza diversa e, in alcune persone, risultare più secchi o meno disciplinati.

Non va poi dimenticato il cuoio capelluto. La produzione di sebo cambia con l’età e una minore quantità di lipidi distribuita sulle lunghezze può lasciare i capelli meno morbidi e luminosi. È quindi perfettamente possibile avere contemporaneamente due problemi differenti: capelli che sembrano meno numerosi alla radice e lunghezze che sembrano più secche e spente.

Cosa cambia nelle donne intorno alla menopausa

Nelle donne il periodo che va dalla perimenopausa agli anni successivi alla menopausa coincide spesso con cambiamenti che diventano visibili anche nei capelli. Le variazioni ormonali possono contribuire al diradamento, ma sarebbe sbagliato attribuire automaticamente qualsiasi perdita di capelli alla menopausa.

La forma tipica di diradamento femminile tende spesso a rendere progressivamente più larga la riga e meno piena la parte superiore della testa. In altre donne il cambiamento principale è semplicemente una coda più sottile rispetto a qualche anno prima.

Ci possono poi essere condizioni completamente diverse che si manifestano nello stesso periodo della vita: problemi tiroidei, carenze di ferro, dimagrimenti importanti, stress prolungato oppure alcuni farmaci. È per questo che una caduta improvvisa o particolarmente evidente non andrebbe liquidata con un “è l’età”.

Cosa cambia negli uomini

Negli uomini il modello più conosciuto è quello del diradamento androgenetico. Può iniziare molto prima dei 40 anni, ma in molte persone è proprio con il passare del tempo che diventa evidente. L’attaccatura arretra, le tempie si svuotano oppure la zona del vertice diventa progressivamente meno densa.

Il cambiamento può essere così lento da sembrare improvviso soltanto quando si vede la testa sotto una luce forte, in una fotografia scattata dall’alto o dopo aver accorciato i capelli.

Anche qui non bisogna confondere la densità con la qualità della fibra. Un uomo può avere un principio di diradamento ma capelli ancora molto lucidi, oppure una densità normale e capelli opachi perché secchi, trattati o stressati da una routine poco adatta. Sono due aspetti che possono convivere, ma non sono la stessa cosa.

Cosa può fare davvero una routine cosmetica

La prima cosa utile è stabilire l’obiettivo. Se il problema principale sono lunghezze secche e opache, balsami, maschere, leave-in e prodotti protettivi possono migliorare sensibilmente morbidezza, pettinabilità e aspetto della fibra.

Se invece si nota soprattutto una perdita di densità alla radice, una routine cosmetica va vista per quello che è: un supporto alla cura del cuoio capelluto e dei capelli, non una diagnosi né una cura universale dell’alopecia.

Quando i capelli iniziano a sembrare più fini, spenti o meno pieni, la prima cosa utile non è necessariamente cercare il prodotto più forte, ma partire dal cuoio capelluto.

Residui di sebo, prodotti di styling, shampoo secchi e cellule superficiali possono accumularsi nel tempo. Per questo, in alcune routine può essere utile inserire periodicamente un peeling o uno scrub specifico per il cuoio capelluto. Non serve farlo spesso e non è adatto a tutti: se la cute è irritata, molto sensibile o presenta dermatiti, è meglio evitare trattamenti aggressivi e chiedere consiglio a un professionista. Su una cute normale, invece, una pulizia più profonda occasionale può aiutare a mantenere il cuoio capelluto più pulito e prepararlo meglio ai prodotti leave-in.

Le fiale e le lozioni hanno un ruolo diverso. Vengono applicate direttamente sul cuoio capelluto e rimangono a contatto più a lungo rispetto a uno shampoo. Possono quindi essere inserite in una routine di mantenimento quando i capelli appaiono più fragili, fini o meno corposi, anche prima che compaia una vera caduta evidente.

In questo caso parlare di prevenzione non significa promettere che un cosmetico possa evitare qualsiasi forma di diradamento. Significa piuttosto intervenire prima che la situazione venga trascurata: mantenere la cute in buone condizioni, ridurre le aggressioni meccaniche e termiche, trattare con delicatezza la fibra e osservare eventuali cambiamenti nella densità.

Chi nota che la coda si assottiglia progressivamente, che la riga diventa più larga o che i capelli cadono molto più del solito dovrebbe però andare oltre la semplice routine cosmetica e cercarne la causa.

Peeling, fiale e sieri possono quindi essere utilizzati come parte di una normale cura del cuoio capelluto e dei capelli. Per orientarsi tra consistenze e modalità di applicazione si possono confrontare i diversi trattamenti dedicati ai capelli fragili e soggetti a caduta, scegliendo formule compatibili con il proprio tipo di cute e con una routine che si riesca davvero a seguire con costanza.

Anche la costanza conta. Una fiala utilizzata tre volte e poi dimenticata nel mobile del bagno difficilmente consente di valutare qualsiasi risultato cosmetico.

E bisogna tenere distinti i cosmetici dagli integratori. Ferro, zinco, vitamina D e altri nutrienti hanno un ruolo nell’organismo, ma assumerli “per i capelli” senza sapere se esista realmente una carenza non è una scorciatoia. Quando c’è un sospetto nutrizionale, è più sensato verificarlo con il medico.

Quando vale la pena parlarne con un dermatologo

Non ogni cambiamento richiede una visita immediata, ma alcuni segnali meritano più attenzione.

Una riga che continua ad allargarsi, una coda che perde progressivamente volume, zone localizzate senza capelli oppure una caduta molto superiore al solito che continua per settimane sono situazioni nelle quali capire la causa diventa più importante di cambiare continuamente shampoo.

Lo stesso vale se compaiono prurito importante, dolore, arrossamento, desquamazione insolita o alterazioni evidenti del cuoio capelluto. Un dermatologo può distinguere una normale evoluzione della chioma da una forma di alopecia, da un effluvio temporaneo o da altri problemi che possono apparire molto simili davanti allo specchio.

Dopo i 40 anni, insomma, i capelli possono cambiare. Ma “sono diventato più grande” non è una spiegazione sufficiente per tutto. A volte basta modificare il modo in cui vengono lavati, asciugati e trattati. Altre volte la perdita di densità ha una causa precisa che vale la pena individuare. La cosa più utile è capire quale dei due problemi si sta realmente osservando prima di cercare una soluzione.

Domande frequenti sui capelli dopo i 40 anni

Perché dopo i 40 anni i capelli diventano più fini?

Con il passare degli anni la crescita può rallentare e alcuni follicoli possono produrre capelli di diametro inferiore. Anche la predisposizione genetica può diventare più evidente con il tempo. Non succede però nello stesso modo né alla stessa età per tutti.

Perché i capelli si diradano con l’età?

Può esserci una componente fisiologica legata all’invecchiamento, ma il diradamento può dipendere anche da alopecia androgenetica, variazioni ormonali, stress, malattie o carenze nutrizionali. Se il fenomeno progredisce è utile individuarne la causa.

Perché i capelli diventano spenti?

Spesso dipende più dalla fibra che dal follicolo. Cuticole irregolari, calore, colorazioni, decolorazioni, secchezza e accumulo di prodotti possono ridurre la capacità del capello di riflettere la luce.

La menopausa fa cadere i capelli?

Durante perimenopausa e menopausa molte donne notano un cambiamento della densità dei capelli, ma non ogni caduta che compare in quel periodo è causata dagli ormoni. Se il diradamento è evidente o rapido è meglio valutarne l’origine.

I capelli fini significano che stanno cadendo?

Non necessariamente. Alcune persone hanno capelli naturalmente fini. È più significativo accorgersi che capelli precedentemente più spessi stanno diventando progressivamente sottili oppure che la densità complessiva sta diminuendo.

Come capire se i capelli si stanno diradando?

Tra i segnali più comuni ci sono una riga più larga, una coda meno piena, una maggiore visibilità del cuoio capelluto e, negli uomini, cambiamenti dell’attaccatura o del vertice.

Come dare più corpo ai capelli fini dopo i 40 anni?

Una routine leggera, prodotti che non appesantiscono la radice e uno styling che dia volume possono migliorare molto l’aspetto. È però importante distinguere il volume cosmetico dalla reale densità dei capelli.

Fiale e sieri anticaduta servono anche dopo i 40 anni?

Possono far parte di una routine cosmetica per capelli fragili o soggetti a caduta, ma non sostituiscono la diagnosi di un diradamento progressivo. La scelta dipende soprattutto dal problema che si vuole affrontare.

Le vitamine fanno ricrescere i capelli?

Se esiste una carenza specifica, correggerla può essere importante per la salute generale e dei capelli. Assumere integratori senza una carenza documentata non garantisce invece una ricrescita maggiore.

Quando preoccuparsi per il diradamento dei capelli?

Quando il cambiamento è rapido, continua a peggiorare, compaiono chiazze prive di capelli oppure sono presenti altri sintomi del cuoio capelluto. In queste situazioni è preferibile una valutazione dermatologica.