Manovra, Boldrin: «Fiscal drag affrontato solo in parte, serve una riforma strutturale»

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Fiscal drag nella manovra, banconota in euro e prelievo fiscale

Il segretario nazionale di ORA! sostiene che gli sgravi non risolvano stabilmente l’aumento del prelievo legato all’inflazione e propone l’indicizzazione dei parametri Irpef.

Il fiscal drag nella manovra è stato affrontato soltanto in parte, secondo Michele Boldrin. Il segretario nazionale di ORA! chiede un meccanismo automatico che adegui all’inflazione scaglioni, detrazioni e altri valori monetari dell’Irpef, evitando che l’aumento nominale dei redditi produca un prelievo più alto senza un corrispondente incremento del potere d’acquisto. Le regole dell’imposta sono illustrate dall’Agenzia delle Entrate.

Boldrin riconosce che gli sgravi possono compensare l’effetto per alcune categorie, ma sostiene che il risultato debba essere misurato per fascia di reddito e periodo. La sua proposta punta a sostituire interventi occasionali con una correzione stabile e prevedibile.

La posizione si inserisce nel confronto sulle criticità della manovra indicate da sindacati e imprese. Il segretario di ORA! collega il tema fiscale alla qualità della spesa pubblica e alla necessità di investimenti produttivi.

Fiscal drag nella manovra, le proposte di Boldrin

Tra le misure indicate figurano una riduzione stabile del prelievo fiscale e contributivo sul lavoro, la revisione della spesa anche previdenziale e il ridimensionamento delle agevolazioni considerate inefficienti. Boldrin chiede inoltre un sistema fiscale meno frammentato.

Il comunicato lega la riforma delle imposte agli investimenti in indipendenza energetica, innovazione, istruzione, ricerca e infrastrutture. Secondo l’esponente politico, senza queste priorità il Paese resta esposto all’aumento dei costi dell’energia e alla dipendenza da comparti sostenuti da sussidi.

Le proposte richiedono coperture e valutazioni distributive: una riduzione del prelievo deve essere confrontata con gli effetti sui servizi e sui diversi gruppi di contribuenti. L’indicizzazione automatica, inoltre, dovrebbe essere definita con criteri trasparenti e compatibili con i conti pubblici.

Per Boldrin il fiscal drag nella manovra dimostra comunque la necessità di una revisione più ampia. Il suo intervento è una valutazione politica sulla legge di bilancio e alimenta il confronto parlamentare sulle scelte fiscali del governo.