Agente aggredito a Torino. Stefani, Possamai e PSI Vicenza: condanna unanime delle violenze e solidarietà con la vittima

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Torino, agente aggredito nel corteo per Askatasuna
Torino, agente aggredito nel corteo per Askatasuna

Dopo i gravi scontri a Torino durante una manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna, arrivano prese di posizione nette e trasversali: dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani al PSI di Vicenza, fino al sindaco Giacomo Possamai.

I violenti scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna continuano a suscitare reazioni politiche e istituzionali nette, accomunate da una ferma condanna delle aggressioni e da un messaggio di solidarietà alle forze dell’ordine. In particolare, al centro delle dichiarazioni c’è l’agente del Reparto Mobile di Padova rimasto gravemente ferito durante le operazioni di sgombero nei pressi del Campus Einaudi.

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito quanto accaduto a Torino «un attacco vile e vergognoso», facendo riferimento alle immagini che hanno mostrato il poliziotto colpito ripetutamente con pugni, calci e un oggetto contundente. «Quello che si vede a terra – ha dichiarato – è un agente vittima di una brutale aggressione, preso a martellate dagli antagonisti». Da qui l’invito a non abbassare la guardia: «Uno ad uno questi delinquenti vanno assicurati alla giustizia, senza sconti e senza distinguo». Stefani ha quindi espresso vicinanza alle forze dell’ordine e alle famiglie dei feriti, ribadendo che «lo Stato non si piegherà alla violenza».

Dal fronte istituzionale locale interviene anche il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che ha espresso «piena e sincera solidarietà all’agente di 29 anni brutalmente aggredito». «Colpire chi lavora per garantire la sicurezza di tutti – ha dichiarato – non è protesta, è violenza pura. Non ha giustificazioni e non può essere tollerata». Possamai ha ribadito che il diritto di manifestare è un pilastro della democrazia, ma perde legittimità quando si trasforma in scontro fisico e devastazione delle città.

Una posizione altrettanto netta arriva dal Partito Socialista Italiano di Vicenza, che in una nota firmata dal segretario provinciale Luca Fantò ha espresso solidarietà ad Alessandro Calista, membro delle forze dell’ordine aggredito negli scontri. Il PSI sottolinea il ruolo essenziale svolto da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia giudiziaria nel garantire l’ordine nel Paese e stigmatizza il comportamento di quei settori dei centri sociali che, con azioni violente, «si fanno strumento della reazione devastando le strade e colpendo i servitori dello Stato».

Nel comunicato, il PSI di Vicenza mette sullo stesso piano «le violenze degli anarchici e quelle dei fascisti», definendole atti deprecabili che finiscono per rafforzare politicamente forze orientate a un sovranismo autocratico. «La dialettica politica – conclude Fantò – è l’unico strumento valido di cui la società dispone per migliorare sé stessa».

Tre voci diverse, provenienti da livelli istituzionali e politici differenti, che convergono su un punto comune: nessuna ambiguità è possibile quando la protesta degenera in violenza e mette a rischio l’incolumità di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.