
La mozione depositata in Consiglio regionale sollecita Regione, Ministero e ISMEA a rendere più aderenti alla realtà i dati usati nella filiera.
Dati più tempestivi e rappresentativi sui costi di produzione agricoli sono al centro della mozione presentata in Consiglio regionale da Stefano Valdegamberi, esponente di GM-Futuro Nazionale. L’obiettivo è rafforzare l’applicazione del decreto legislativo 198 del 2021 contro le pratiche commerciali sleali, chiedendo alla Regione di intervenire presso il Ministero dell’Agricoltura e ISMEA.
La normativa, che recepisce una direttiva europea, punta a riequilibrare i rapporti tra produttori e acquirenti nella filiera agroalimentare. I costi medi elaborati da ISMEA possono avere rilievo nella determinazione del prezzo nei casi previsti dalla legge. Per Valdegamberi, rilevazioni non aggiornate rischiano però di indebolire le tutele e lasciare le aziende esposte a condizioni contrattuali insostenibili. La proposta si inserisce nel confronto sulle politiche agricole e sulla redditività delle imprese venete.
La mozione chiede che i dati tengano conto delle differenze tra territori, colture e tecniche produttive, oltre all’incidenza di materie prime, energia, manodopera, servizi e costi fissi. Il prezzo riconosciuto lungo la filiera dovrebbe così riflettere in modo più realistico le spese sostenute da chi produce.
Costi di produzione agricoli, la richiesta a Regione e ISMEA
Secondo il consigliere, qualità, rispetto delle norme ambientali e sicurezza richiedono investimenti crescenti che non possono ricadere integralmente sulle aziende. La continuità dell’attività dipende dalla possibilità di coprire i costi e garantire un reddito dignitoso agli operatori.
La proposta impegna il presidente e la Giunta regionale a sollecitare metodologie capaci di rappresentare le specificità produttive del Veneto. L’aggiornamento continuo dovrebbe evitare che valori medi troppo generici nascondano scostamenti rilevanti tra comparti o aree geografiche.
Resta centrale anche il modo in cui i dati vengono utilizzati nei contratti. La trasparenza dei metodi di calcolo, la verificabilità delle fonti e controlli efficaci sono necessari affinché le rilevazioni non restino un riferimento teorico. Il risultato atteso è una formazione dei prezzi più equilibrata, capace di contrastare pratiche sleali senza comprimere la concorrenza e di sostenere la continuità delle imprese agricole venete.



































