Agsm Aim, pres. Testa in video: “Suo sviluppo visto dal sindaco Tommasi e dal candidato sindaco Rucco”. Ma ora tocca alla politica… aziendale

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Abbiamo già riferito in tempo reale e con un’intervista al presidente di Agsm Aim sul focus “sociale” della conferenza stampa odierna nella sede centrale del gruppo a Verona con la presenza in video collegamento di Tommasi e Rucco (leggi «Bonus sostegno da AGSM AIM per contrastare aumento prezzi energia, pres. Testa in video a ViPiu: “2,1 mln per le fasce più deboli a carico dell’azienda»).

Ma, approfittando proprio di una domanda di Federico Testa al sindaco di Verona, Damiano Tommasi, e a quello di Vicenza, Francesco Rucco, entrambi presenti dalle 11.30 in video collegamento, sulla loro visione del futuro del gruppo, vi riferiamo sinteticamente qui delle risposte dei due soci e affidiamo, poi, a Testa, la loro sintesi nell’intervista che ci ha voluto concedere.

Agsm Aim: in video collegamento Damiano Tommasi, sindaco di Verona, e Francesco Rucco, sindaco e candidato sindaco di Vicenza
Agsm Aim: in video collegamento Damiano Tommasi, sindaco di Verona, e Francesco Rucco, sindaco e candidato sindaco di Vicenza

Rucco ha inizialmente e correttamente precisato di non poter parlare come sindaco visto che spetterà alla nuova amministrazione decidere mentre lui rimarrà in carica fino a maggio quando ci saranno le elezioni amministrative, a cui, comunque, si ripresenterà come candidato al rinnovo del mandato.

Un collega ha, quindi, sollecitato a rispondere Tommasi, che, invece, come ricordava il collega sindaco di Vicenza, ha ancora 4 anni davanti a lui a palazzo Barbieri, e che, sembrava, quasi, voler approfittare del doveroso silenzio di Rucco per glissare sullo spinoso argomento.

Per Damiano Tommasi la crescita del gruppo deve seguire, intanto, la linea delle energie sostenibili guardandosi, quindi, intorno per le opportunità di mercato e che nel fare ciò lui, da socio di maggioranza, opererà che venga fatto quanto previsto dal suo programma elettorale.

Ma su nostra domanda a Francesco Rucco, non come sindaco ma come candidato, che nel suo programma dovrà presentare la sua “visione” agli elettori vicentini, il primo cittadino “pro tempore”, come ha ribadito, ha proposto la sua visione concordando con le esigenze di crescita del gruppo ma, ha detto, non solo nel settore energia.

Come poi ha ribadito il vicepresidente Vivian, a collegamento terminato, per Rucco “candidato sindaco” ci sarà da sviluppare l’attività nel settore ambientale, ma ha precisato, ricordando come il progetto iniziale della fusione non fosse a due componenti ma a tre (con A2A, cioè, ndr) poi ridottisi a due per le urgenze politiche di quando la fusione fu sottoscritta, le linee dello sviluppo aziendale non devono passare per forza di cose lungo fusioni e acquisizioni ma possono preveder anche accordi e sinergie operative e commerciali con altre aziende.

Abbiamo, quindi, chiesto a fine conferenza di sintetizzarci gli input odierni di Damiani e Rucco, sia pure con vesti differenti, al presidente del gruppo, Federico Testa, a cui è affidato il compito anche di ricomporre le fratture tra i due soci (il comune di Verona col 61.2% e quello di Vicenza col 32.8%) esistenti da quando il colore delle due amministrazioni non è stato più lo stesso, con l’arrivo di Tommasi ai vertici di Verona, e resesi evidenti per il caso “Compago – Stefano Quaglino“, oggi presente come annunciato nella convocazione nella sua veste, “mai cessata” tecnicamente se non per certe deleghe speciali, di Consigliere delegato.

Sanare quelle fratture è la premessa indispensabile per una totale ripresa dell’attività strategica (quella operativa non è stata mai intaccata) di Agsm Aim ma sono tanti i fattori in gioco perché dietro Tommasi e Rucco ci sono spinte variegate.

E perché l’affaire Compago è ancora aperto: se la verifica affidata ad Intermonte, ci dicevamo con un collega nel post conferenza stampa, dovesse stabilire che l’acquisto dell’azienda milanese non era congruo nel prezzo, strategie a parte, la miccia si riaccenderebbe perché ad aver pagato, per averlo ostacolato, sarebbero stati gli altri due membri esautorati del cda, l’ex presidente Casali e la consigliera Vanzo, entrambi in quota Verona insieme a Quaglino, ma nominati da Sboarina e non da Tommasi, a cui Quaglino parrebbe ora, nei fatti, più vicino

Se invece la “perizia” di Intermonte dovesse considerare giusto il prezzo concordato con Quaglino, che ha sempre sostenuto che il suo operato era concordato con l’intero Cda, beh, allora… sarebbe il caso che Tommasi e Rucco trovino la forza di tornare a parlare di politica ma solo di “politica aziendale” gestendo, non sarà facile, le spinte variegate che subiscono guardando solo al bene dell’azienda e non agli appetiti che scatena e che, frenandone lo sviluppo, potrebbero esserle fatali.