“La nuova Amministrazione USA, di qualunque colore politico essa sia, democratica o repubblicana, troverà sempre in noi della Lega un alleato serio e affidabile, schierato convintamente con l’Alleanza Atlantica, a difesa dei valori e degli interessi dell’Occidente libero. La nostra collocazione filo atlantica, che è addirittura ‘super atlantica’ su alcuni temi particolarmente sensibili come la minaccia cinese, il 5G e la difesa dei diritti umani, non è mai stata in discussione, a prescindere dal nome del futuro Presidente USA”. Lo dichiara in una nota l’europarlamentare della Lega Mara Bizzotto, membro della Delegazione per le Relazioni con gli USA, nel suo intervento durante la seduta Plenaria del Parlamento Europeo. Anche Giancarlo Giorgetti, prima a ‘Mezz’ora‘ e poi in un intervista a Repubblica, che in pochi giorni dà spazio a due leghisti doc come lui e Zaia, ha detto che, soprattutto alla luce della nuova dimensione europea della Lega, che vuole passare “dal pregiudizio al giudizio”. “Al di là della simpatia – ha detto Giorgetti a Repubblica –  poi non è che il presidente repubblicano abbia manifestato mai alcun interesse particolare a intervenire nel dibattito italiano in questi anni. Fatta eccezione per due tweet di amicizia per “Giuseppi” Conte, con cui di fatto ha sostenuto la nascita del governo Pd-M.5. Sappiamo che da parte della nuova Amministrazione ci sarà maggiore curiosità nel capire chi potrà governare in Italia nei prossimi anni. Sarà un bene, non abbiamo nulla da temere, anzi”.

I due esponenti del Carroccio dunque non seguono la “cheerleader italiana di Trump“, Matteo Salvini, il quale, dopo aver fatto, dall’Italia, campagna elettorale per il presidente americano, se aspira a diventare premier italiano dovrà confrontarsi pure con Biden. La Lega non è più Nord, è diventata nazionale, ora sta diventando pure europeista. Giorgetti e Bizzotto evidentemente l’hanno capito. Salvini comprerà una felpa con scritto Biden? Forse no, ma sicuramente dovrà aggiornare il suo linguaggio e i suoi gusti se vuole rimanere in sella a un Carroccio che da ‘Padania libera’ è passato a ‘prima gli italiani’ e ora forse, per scampare al declino del sovranismo, diventerà un Forza Europa.

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