Alla veglia dei giovani il vescovo di Vicenza Giuliano incoraggia ad alimentare la speranza

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Veglia dei giovani, il vescovo di Vicenza Giuliano e don Matteo Zorzanello, delegato per la Pastorale giovanile
Veglia dei giovani, il vescovo di Vicenza Giuliano e, al leggio, don Matteo Zorzanello, delegato per la Pastorale giovanile

Sabato 25 novembre nella Chiesa di santa Caterina d’Alessandria a Vicenza si è svolta la Veglia dei giovani, legata alle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) nate dall’intuizione di san Giovanni Paolo II.  I giovani presenti sono stati sollecitati dal Vescovo Giuliano a raccogliere il testimone dalla Giornata Mondiale della Gioventù vissuta la scorsa estate a Lisbona, un’esperienza che mons. Brugnotto ha definito “di grande gioia e grande speranza”.

“Papa Francesco ci invita a continuare il cammino e lui stesso ci ha consegnato i passi da compiere insieme”, ha spiegato il Vescovo Giuliano alla presenza di don Matteo Zorzanello, delegato alla Pastorale Giovanile. “Egli vuole accompagnarci lungo la via della speranza. Ci ha dato appuntamento a Seoul nel 2027 ma prima desidera incontrarci a Roma in occasione del giubileo nell’estate 2025. E ci invita a meditare «prima sull’espressione paolina Lieti nella speranza (Rm 12,12), per poi approfondire quella del profeta Isaia: Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi» (cfr Is 40,31)”, ha continuato mons. Brugnotto.

Nel corso della preghiera, una giovane ucraina ha offerto le sue parole di pace cantando un tradizionale brano ucraino (Ninna nanna ucraina) per non dimenticare tutte le sofferenze dei bambini coinvolti nelle guerre. Le altre parole di pace, per formare ad una speranza profonda, sono state offerte con alcuni spunti e nel dialogo a piccoli gruppi tra i presenti.

Nella riflessione per la veglia dei giovani il Vescovo Giuliano Brugnotto ha infine rilanciato l’importanza di coltivare la speranza nel modo in cui suggerisce Papa Francesco: “Si è accesa una piccola luce nelle esperienze che abbiamo vissuto questa estate o in altre occasioni della vita? Non spegniamo questa piccola scintilla perché è la speranza, è esperienza della risurrezione di Cristo. Anzi impariamo ad alimentarla. La possiamo alimentare in due modi: con la preghiera e con le nostre scelte quotidiane diffondendo notizie buone”.