Operazione “Bad Women”, anziani rapinati Nordest Vicentino: tre donne Sinti incastrate dai carabinieri

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anziani rapinati
La Ford Fiesta, danneggiata a seguito dell’inseguimento, subito dopo essere stata bloccata dai carabinieri

Anziani rapinati, razziati in alcuni casi e soprattutto un clima di terrore nel Nordest vicentino, in paesi come Sarcedo, Marano, Zugliano, Chiuppano, Caldogno, Dueville e Schio, per una raffica di crimini che per molto tempo ha fatto serpeggiare il terrore tra gli abitanti e in particolare tra quelli di una certa età e fragili.

I fili delle investigazioni hanno condotto a quella che i carabinieri di Thiene hanno definito “Una banda di ladre“, composta da tre giovani donne: una 24enne, una 27enne e
una 28enne, tutte di origini sinti e residenti nelle provincie di Rovigo, Venezia e Trento.

Gli investigatori hanno stimato un bottino complessivo di circa quindicimila euro tra preziosi di vario genere, monili in oro e contanti rubati alle vittime.

Le donne sono state individuate dai carabinieri della compagnia di Thiene, che hanno indagato. Il procuratore di Vicenza, Barbara De Munari, ha chiesto al Gip il loro rinvio a giudizio.

Nel procedimento dovranno rispondere delle accuse relative a ben 17 colpi accertati. In questi giorni sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e ora dovranno difendersi in tribunale per i reati di: rapina, violazione di domicilio, furto continuato in abitazione in danno di anziani, delitti aggravati per aver profittato di circostanze di persona tali da ostacolare la privata difesa.

“L’operazione – riferisce l’Arma – è stata denominata Bad Women per la crudeltà e malvagità con cui le ladre agivano durante le azioni criminose”.

Segni distintivi del loro operato emersi in occasione del colpo che ha dato il la, circa un anno fa, alle indagini. 14 marzo 2021: a Sarcedo due donne si introducono nell’abitazione di una donna di 67 anni e disabile. Mentre una la immobilizza, l’altra le sfila una collana da mille euro e tenta di fare lo stesso con gli orecchini che indossava. La vittima ha urlato inducendole alla fuga a bordo di una Ford Fiesta di colore grigio, condotta da un terzo complice. Fatto, poi denunciato ai carabinieri di Breganze dal marito della disabile. Un modus operandi che si ripeterà nei mesi successivi a Chiuppano con due furti in abitazione.

Ad aprile, a Grumolo Pedemonte, l’anziana vittima, un pensionato 76enne, viene intercettato per strada mentre è a spasso col cane. Dalla solita Ford grigia scende una delle donne che abbraccia l’anziano fingendosi una conoscente e gli porta via una collana e un anello entrambi d’oro. L’uomo ha reagito afferrando dai vestiti la ladra, ma questa è risalita in auto, mentre l’inseguitore viene trascinato via per una decina di metri prima di mollare la presa.

Sulla base di elementi ricorrenti come le donne e l’auto grigia gli investigatori hanno concentrando i loro sforzi nell’individuazione della banda, poi avvenuta il 23 aprile del 2021 in occasione di un ennesimo crimine, questa volta in via Cappuccini di Marano Vicentino.

In quella circostanza, La Ford è stata posteggiata davanti casa di un’anziana. Una delle componenti è scesa e ha iniziato a parlare con la vittima, ignara che alla scena stessero assistendo alcuni carabinieri in borghese che seguivano l’auto da qualche ora. I militari hanno allertato una pattuglia dei carabinieri di Breganze, vonedo così evitare conseguenze per la signora finita nel mirino delle ladre. Alla vista dell’auto di ordinanza, però, la Ford Fiesta grigia è ripartita a tutta velocità, centrando in retromarcia il veicolo dell’Arma e fuggendo.

Ne è nato un breve inseguimento durante il quale l’auto dei carabinieri è finita fuori strada e concluso nella zona artigianale di Marano Vicentino, grazie a un incidente tra le ladre e un’altra vettura.

Le donne sono state quindi condotte in caserma, a Thiene, per una perquisizione e, soprattutto per l’identificazione: alla guida della Ford Fiesta si trovava la più anziana delle tre, B. R. residente a Marghera, le passeggere erano G. H. di 27 anni residente a Villamarzana e la più giovane, D. P. 24enne residente a Trento, tutte e tre già note alle forze dell’ordine poiché responsabili di crimini simili commessi anche in altre province. A seguito di questo episodio, sono state denunciate per i reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.