Autonomia, Manildo (Pd): «Intesa svuotata, senza nuove competenze né risorse certe»

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autonomia secondo Giovanni Manildo

Il capogruppo democratico contesta la lettura di Zaia e Stefani e propone un regionalismo fondato su criteri generali, risorse e responsabilità verificabili.

L’autonomia secondo Giovanni Manildo non avrebbe prodotto il risultato annunciato dalla maggioranza veneta. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale critica le intese approvate dal Consiglio dei ministri, sostenendo che non trasferiscano risorse né competenze realmente nuove. Il percorso istituzionale è ricostruito dal Dipartimento per gli Affari regionali.

Manildo accusa Luca Zaia e Alberto Stefani di presentare come storico un accordo che, a suo giudizio, ripete schemi identici per quattro Regioni e riguarda un numero limitato di funzioni. La posizione si inserisce nel confronto già aperto dalle reazioni politiche alle intese sull’autonomia.

Per il capogruppo democratico, il fatto che i promotori parlino di un punto di partenza dimostrerebbe la distanza tra le aspettative costruite negli anni e l’effettiva portata del provvedimento. La critica investe anche una narrazione che avrebbe spinto il Veneto verso una logica isolazionista.

Autonomia secondo Giovanni Manildo, la proposta di un nuovo regionalismo

Manildo riconosce che nel rapporto tra Stato e Regioni esistono inefficienze e sovrapposizioni, ma respinge sia il centralismo sia una competizione permanente tra territori. Se alcune funzioni possono essere esercitate meglio a livello regionale, sostiene, il trasferimento dovrebbe seguire criteri generali e accessibili a tutte le amministrazioni in grado di gestirle.

La proposta del Pd è un modello nel quale Stato, Regioni ed enti locali collaborano sulle questioni che superano i confini amministrativi. A ogni competenza dovrebbero corrispondere risorse certe, personale adeguato, obiettivi misurabili e una responsabilità politica chiaramente individuata.

Il passaggio parlamentare sarà decisivo per definire contenuti, condizioni e modalità di attuazione delle intese. Sarà anche il momento in cui maggioranza e opposizioni potranno confrontare le rispettive valutazioni sui vantaggi e sui rischi del nuovo assetto.

L’autonomia secondo Giovanni Manildo viene quindi giudicata, nella forma attuale, un risultato insufficiente. La verifica concreta dipenderà dalle funzioni effettivamente trasferite e dalla presenza di finanziamenti e personale capaci di renderle operative.