Salute mentale in Veneto, il Pd: «Servizi in crisi, giovani e famiglie lasciati soli»

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salute mentale in Veneto
VENEZIA 11-12-2025.PALAZZO FERRO FINI.UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE MONICA SAMBO

Luisetto, Bigon e Sambo intervengono dopo l’audizione di Aitsam: sotto accusa fondi insufficienti, turnover e carenze nella rete territoriale.

La salute mentale in Veneto presenta criticità strutturali che richiedono investimenti immediati, secondo le consigliere regionali del Pd Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo. La presa di posizione segue l’audizione dell’Associazione italiana tutela salute mentale in Quinta commissione. L’organizzazione regionale dei servizi è illustrata nel portale della Regione dedicato alla salute mentale.

Le esponenti democratiche sostengono che la quota del Fondo sanitario regionale destinata al settore resti sotto la soglia del 5 per cento. Indicano inoltre una carenza cronica di educatori della riabilitazione psichiatrica, psicologi e altre figure, aggravata da condizioni di lavoro che favorirebbero il passaggio al privato e un turnover continuo.

L’intervento si aggiunge alla denuncia con cui Riccardo Szumski ha chiesto più risorse per la psichiatria veneta. Le consigliere Pd insistono in particolare sugli effetti per famiglie, giovani e continuità assistenziale nei territori.

Salute mentale in Veneto, il caso del reparto chiuso a Montecchio Maggiore

Luisetto, Bigon e Sambo citano le aperture parziali dei Centri di salute mentale e la mancata riapertura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Montecchio Maggiore. La chiusura, ricordano, risale ad anni fa e non sarebbe stata superata nonostante gli impegni annunciati.

Un altro fronte riguarda l’età sempre più precoce di insorgenza del disagio. Le consigliere chiedono una rete di prevenzione capillare e servizi prossimi alle famiglie, così da intervenire prima che i problemi diventino cronici o richiedano ricoveri.

Particolare preoccupazione viene espressa per i minori ospitati in reparti psichiatrici per adulti e per i tempi di attesa nella neuropsichiatria infantile. Secondo le firmatarie, bambini e adolescenti non dovrebbero rimanere in strutture inadatte alla loro età e alle loro necessità cliniche.

Il confronto sulla salute mentale in Veneto si concentra quindi su risorse, organici e organizzazione territoriale. Il Pd annuncia che porterà avanti le richieste delle associazioni e delle famiglie, chiedendo alla Giunta impegni verificabili e investimenti effettivi.